Lago Bullicante, Parco ex Snia: “ISPRA aveva dato parere favorevole alla Regione Lazio”

Forum del Parco delle Energie – 2/12/2022

 

Il Forum del Parco delle Energie, che riunisce le realtà sociali attive nella difesa dell’area naturale del lago, ha appreso dal consigliere regionale Marco Cacciatore di una lettera del 21 ottobre scorso dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale -, dove è riportato che “sulla base degli studi depositati, anche l’area dei ruderi dell’ex fabbrica è meritevole di tutela”. C’è anche scritto che “l’habitat del lago presenta ambienti di rilevante interesse naturalistico, importanti per la ricolonizzazione di specie sia vegetali sia animali e che l’espansione della superficie del monumento naturale può essere considerata funzionale alla loro protezione, perché costituirebbe un tampone rispetto al tessuto urbano circostante. Inoltre l’ampliamento favorirebbe il recupero spontaneo anche dell’area dell’ex fabbrica, come auspicato dalla Strategia Europea della Biodiversità 2030”.

In tutto questo tempo la Regione Lazio ha tenuto nascosto questo parere. Ai diversi tavoli con la Regione e con i consiglieri a cui ha partecipato il Forum è sempre stato detto che la chiusura positiva dell’iter si poteva concretizzare acquisendo agli atti un parere terzo autorevole, come quello dell’Istituto Superiore, utile a rendere più solido il procedimento di fronte a un sicuro ricorso della proprietà. Lo stesso Nicola Zingaretti, nella lettera indirizzata al Forum poco prima di dimettersi, non ha fatto riferimento al parere dell’Ispra.

La Direzione Ambiente, contro ogni metodo scientifico, sta pretestuosamente bloccando l’iter di ampliamento chiedendo un ulteriore sopralluogo nell’area per andare a vedere cosa ci sia tra i ruderi dell’ex fabbrica nel periodo di riposo vegetativo e minima attività della fauna, forse con l’intenzione di affermare che gli habitat non ci sono più, visto il danno fatto dalle ruspe di Pulcini.

L’Ispra invece dice che la tutela può essere ampliata perché ciò che conta sono i processi in atto, provati e documentati dalle ricerche scientifiche fatte sul campo e lo sostiene anche Roma Natura, l’ente parco al quale è stato assegnato, proprio dalla Regione Lazio, il compito di monitorare l’area per la proposta di allargamento della tutela ambientale.

Alla luce di quanto emerso in queste ore, come non vedere in tutto ciò una strategia per far trascorrere il tempo rimanente alla fine della legislatura senza arrivare all’ampliamento del Monumento Naturale?

Lo sosteniamo da tempo: la decisione di portare alla firma il decreto è politica e non più tecnica.

In piena crisi climatica Nicola Zingaretti si è sottratto dall’impegno politico di salvaguardare la biodiversità del patrimonio naturalistico di un pezzo di Roma tra i più inquinati e cementificati mentre la direzione Ambiente persevera in un atteggiamento ostruzionistico.

Tutto questo è inaccettabile. Il tavolo aperto con i consiglieri Marta Bonafoni, Marco Cacciatore, Daniele Leodori, ha il compito di portare a buon fine entro i termini di questa legislatura il Decreto. Ora ci rivolgiamo al Presidente Daniele Leodori e all’assessora Roberta Lombardi chiedendo loro di convocare un nuovo incontro per avviare azioni in grado di sbloccare la situazione per non rendersi partecipi di un’ingiustizia sociale e ambientale, che indurrebbe la vertenza verso altre vie.

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