[JugoInfo] Iniziative contro le politiche guerrafondaie

JugoInfo – 30 Ottobre 2022

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INIZIATIVE CONTRO LE POLITICHE GUERRAFONDAIE
0) CONTRADDIZIONI DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 5 NOVEMBRE
– Chi parla del nemico è lui stesso il nemico (Andrea Martocchia)
– Il 5 novembre in piazza per la pace e contro i partiti della guerra (Aginform)
1) Campagna FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA
2) Belgrade Forum Appeal: CALL FOR DIALOGUE, DIPLOMACY AND DETENTE / ПОЗИВ ЗА ДИЈАЛОГ, ДИПЛОМАТИЈУ И ДЕТАНТ
3) L’ultimo numero della rivista Marx21: LA GUERRA UCRAINA. CAUSE IMPATTO CONSEGUENZE
4) PROSSIME INIZIATIVE DI MARX21 IN PUGLIA
– Bari 31/10: L’invio di armi a Kiev è compatibile con la Costituzione repubblicana?
– Gioia del Colle (Bari) 4/11: Presentazione de “La guerra ucraina cause impatto conseguenze”
– Bari 11/11: La guerra in Ucraina. Quali vie per una pace possibile?
5) LO SCIOPERO GENERALE UNITARIO DEI SINDACATI DI BASE DEL 2 DICEMBRE 2022
VEDI ANCHE: Manlio Dinucci: Il Pozzo senza fondo della spesa per la guerra
Sessantanovesima puntata della trasmissione Pangea Grandangolo, la rassegna stampa internazionale di Byoblu, andata in onda sul canale tv Byoblu il 21/10/2022.
L’Unione Europea sta dando all’Ucraina 5 miliardi di euro di assistenza macrofinanziaria eccezionale. Altri 9 miliardi sono stati forniti dalla campagna di raccolta fondi promossa dalla UE. Non bastano però a coprire il buco di bilancio: Zelensky chiede immediatamente altri 55 miliardi di euro. USA e EU hanno giù donato a Kiev 100 miliardi di euro di forniture militari. Si aggiungono altri miliardi spesi dalla UE per l’addestramento e armamento delle forze ucraine, più quelli spesi allo stesso scopo da singoli paesi della EU. Negli Stati Uniti sta passando al Senato una legge che consente al Pentagono di acquistare, senza specifica autorizzazione del Congresso, enormi quantità di armi per l’Ucraina direttamente dalle industrie belliche: un business colossale per il complesso militare industriale, che accrescerà ulteriormente i suoi profitti con il Piano decennale della NATO di armare l’Ucraina riconvertendo la sua industria bellica.
Questi enormi fondi, provenienti direttamente e indirettamente dalle nostre tasche, servono ad alimentare la guerra nel cuore dell’Europa. I rischi sono crescenti. Si sta svolgendo in Europa l’esercitazione NATO di guerra nucleare diretta contro la Russia: vi partecipano sotto comando USA 14 Paesi con 60 aerei, tra cui i caccia F-35 da attacco nucleare, compresi quelli italiani, che tra poco saranno armati delle nuove bombe nucleari USA B61-12, e i bombardieri strategici B-52 degli Stati Uniti armati di missili nucleari da crociera.
Contemporaneamente, il più importante rapporto strategico pubblicato in questi giorni dalla Casa Bianca – “Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America” – non lascia dubbi sul fine perseguito da Washington: “In tutto il mondo, il bisogno della leadership americana è più grande che mai.  Le nostre forze armate sono le più forti che il mondo abbia mai conosciuto. L’America non esiterà a usare la forza quando sarà necessario per difendere i nostri interessi nazionali”.
VIDEO:

 
=== 0: CONTRADDIZIONI DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 5 NOVEMBRE ===
 
— Chi parla del nemico è lui stesso il nemico 
 
di Andrea Martocchia
29/10/2022
 
Dopo innumerevoli chiacchiere e false polemiche tra i partiti politici, è stata infine indetta la manifestazione nazionale “per la pace” del 5 novembre 2022 a Roma, introdotta da numerosi presidii e altre iniziative preparatorie locali già in svolgimento.
Le redini organizzative della tanto attesa “manifestazione unitaria” sono state però prese da una conventicola di manovratori, autonominatisi “Europe for Peace”, che hanno prodotto un testo di convocazione veramente singolare:
Intitolata “CESSATE IL FUOCO SUBITO – NEGOZIATO PER LA PACE. METTIAMO AL BANDO TUTTE LE ARMI NUCLEARI, SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO UCRAINO E CON LE VITTIME DI TUTTE LE GUERRE”, la piattaforma della manifestazione:
– omette di denunciare le responsabilità della situazione attuale – dal sostegno al golpe di EuroMaidan del 2014 passando per il boicottaggio degli accordi di Minsk fino alla mancata risposta ai quesiti sulla sicurezza posti dalla Russia alla fine del 2021;
– non contesta le politiche nostrane di riarmo né le sanzioni alla Russia, tantomeno gli invii massicci di armi e finanziamenti a una delle parti belligeranti;
– non reclama l’uscita dell’Italia dalla guerra, cioè lo stop all’invio di armi e finanziamenti per la guerra, né la riconversione degli investimenti economici a finalità sociali anziché belliche.
In breve: la piattaforma sembra fatta apposta per consentire la presenza in piazza ai peggiori responsabili della precipitazione bellica e della crisi energetica, economica e sociale in cui questa guerra, come tutte quelle che l’hanno preceduta, ci sta scaraventando.
Chi non fosse convinto di queste nostre preoccupazioni vada a leggersi il più esplicito “APPELLO PER PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 5 NOVEMBRE” fatto circolare da Micromega con le firme tra gli altri di Erri De Luca, Paolo Flores d’Arcais e Gad Lerner:
Il titolo è eloquente – “TUTTI IN PIAZZA: PACE SUBITO, SOLIDARIETÀ CON L’UCRAINA, PUTIN GO HOME!” – e gli obiettivi sono dichiarati senza infingimenti: “Pace vuol dire il ritiro dell’aggressore entro i suoi confini, ogni altra soluzione sarebbe un premio a chi la pace l’ha violata, sterminando civili, violentando donne, massacrando e torturando.” In pratica, si invita ad andare in piazza per ulteriormente stigmatizzare il “nemico” russo e soffiare sul fuoco della demonizzazione e della contrapposizione, come già fatto dinanzi all’Ambasciata russa a Roma da ben note forze politiche.
La situazione che si va prospettando per il 5 novembre appare perciò quella già ben descritta nei versi del grande Bertold Brecht –
Al momento di marciare 
molti non sanno 
che alla loro testa marcia il nemico. 
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico 
è lui stesso il nemico.
Dunque, a meno che non ci si ponga il problema della egemonia reale sulla manifestazione del 5 novembre, nell’ottica di risolverlo diversamente rispetto a come si sta prospettando, sembrano per adesso molto più utili per la pace e per la nostra sopravvivenza altre iniziative, quali quelle segnalate in questo post di JUGOINFO:
– la Campagna FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA iniziata da numerosi firmatari tra cui Manlio Dinucci;
– l’appello internazionale del FORUM DI BELGRADO per DIALOGO, DIPLOMAZIA E DISTENSIONE;
– pubblicazioni come l’ultimo numero della rivista Marx21 su LA GUERRA UCRAINA. CAUSE IMPATTO CONSEGUENZE e relative presentazioni pubbliche;
– e infine, ma non per importanza, lo SCIOPERO GENERALE UNITARIO DEI SINDACATI DI BASE DEL 2 DICEMBRE 2022 indetto con parole d’ordine che correttamente legano la lotta contro la guerra alle lotte per il salario e le politiche sociali.
— Il 5 novembre in piazza per la pace e contro i partiti della guerra 
 
di Aginform
28 Ottobre 2022

Il 5 novembre si terrà finalmente la manifestazione annunciata da Conte e via via condivisa da vari soggetti il cui apporto rende però complesso il giudizio sull’evento.

Il fatto che sia stato Giuseppe Conte a lanciare una grande mobilitazione per la pace dopo che sindacati e partiti dell’ex centro sinistra sono rimasti immobili fino adesso o hanno condiviso fino in fondo le scelte di guerra del governo Draghi, è stato un segnale importante che ha avuto una grossa eco e creato aspettative per il peso che il risultato della mobilitazione può avere negli equilibri italiani, in un senso o nell’altro.

Dunque in piazza il popolo della pace ci deve essere tutto senza se e senza ma esprimendo le due esigenze che la maggioranza degli italiani condivide, fuori dalla guerra e fuori dagli embarghi. Ogni altro modo di stare in piazza non avrebbe senso. Per gli italiani pace significa difatti rispetto dell’art.11 della Costituzione, quindi si invoca la pace, ma sopratutto la fine di una condizione di illegittimità costituzionale che le scelte di Draghi ha creato e che il presidente della Repubblica ha avallato.

L’adesione alla manifestazione del 5 novembre è stata anche annunciata da varie associazioni, in particolare di area cattolica e pacifista che per loro natura hanno una impostazione non direttamente politica che comunque avranno sicuramente un peso anche se la loro posizione non coincide con gli obiettivi prevalenti del movimento contro la guerra. Ma questa non può costituire una contraddizione e un elemento di divisione. Uniti per la pace è anche il nostro slogan!

Quello che invece preoccupa è che in piazza ci saranno anche rappresentanze politiche e sindacali che si sono sempre dichiarate per l’invio di armi in Ucraina e per le sanzioni. PD in testa. E allora qui bisogna chiarire che non si può mettere assieme il diavolo e l’acqua santa. Da una parte chi vuole la pace rifiutando l’invio di armi e lottando per imporre la trattativa per la fine del conflitto e il rispetto dell’art.11 della Costituzione e dall’altra chi invece condivide le scelte della NATO e dei governi italiani. Questa è una contraddizione incompatibile con chi vuole scendere in piazza contro la guerra.

Per essere espliciti bisogna dire che la presenza del PD alla manifestazione del 5 è non solo inquinante, ma anche ne depotenzia il valore rispetto agli effetti che essa deve avere. Chi lotta contro la guerra e chiede la fine delle ostilità non può stare insieme a chi sostiene i governi della guerra e le posizioni USA-NATO in quanto il messaggio che si darebbe è equivoco. La pace è un obiettivo concreto e invocarla diventa una copertura per chi, come il partito democratico, vuole darsi una verginità dopo la sconfitta elettorale per poi riproporre le scelte NATO.

La questione si pone anche per le organizzazioni sindacali confederali le quali hanno annunciato la loro presenza in piazza, in particolare la CGIL. Questi sindacati non hanno certamente le carte in regola perchè dopo un primo balbettio contro l’invio di armi sono andati a purificarsi alla manifestazione indetta dal sindaco piddino di Firenze Nardella a sostegno dell’Ucraina nella guerra. Poi è calato il silenzio.

E grave è anche che rispetto alle conseguenze economiche e sociali della guerra non si siano messe in atto azioni di lotta contro l’inflazione e l’aumento dei costi energetici e di molte materie prime rivendicando l’adeguamento dei salari e delle pensioni. In realtà i confederali stanno mantenendo una sostanziale subalternità politica e rivendicativa rispetto ai governi e soprattutto non hanno chiesto che sia rimossa la causa del peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, cioè la partecipazione dell’Italia alla guerra e alle sanzioni.

Per questo il 5 novembre bisogna sì manifestare uniti, ma anche far emergere che chi vuole la pace non ha nulla da spartire con chi sostiene la guerra o non difende i lavoratori con la lotta aggrappandosi alla richiesta di aver un tavolo di trattativa con il nuovo governo. Tutto questo andrà detto nel corso della manifestazione, salvaguardandone il carattere unitario, ma non accettando trasformismi e coperture di responsabilità.

=== 1 ===
CAMPAGNA
FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA
 
Appello alla mobilitazione. Costruiamo un’alleanza trasversale per la Pace e l’Economia.
Invito alla mobilitazione per l’uscita dell’Italia dalla guerra, contro le sanzioni alla Russia, a favore del nostro Paese quale mediatore di Pace.
Uscire dalla guerra che divampa dall’Europa al Nordafrica e al Medioriente, operare per una soluzione diplomatica, salvare l’economia.

La guerra — militare, economica, politica, mediatica, ideologica — sta travolgendo la nostra vita su tutti i piani. È anzitutto la guerra economica quella che sta “bombardando” a intensità crescente il nostro Paese. Senza materie prime ed energia tutto si ferma (cibo, farmaci, sanità, trasporti, illuminazione pubblica, internet, ecc.). L’energia a costi insostenibili provoca la paralisi progressiva del sistema produttivo e di quello dei servizi.

No alle sanzioni
Il gas russo è il più economico al mondo. Impedire che lo si possa usare, sostituendolo col GNL il cui prezzo è determinato da meccanismi speculativi, costituisce un atto di guerra contro l’Italia e gli italiani. Vengono colpite le famiglie, i lavoratori, le piccole e medie imprese di tutti i settori — commercio, agricoltura, industria, allevamento, pesca, ristorazione, turismo — già pesantemente colpiti dai lockdown. Il costo della vita è in continuo aumento. Fallimenti, chiusure, cassa integrazione e licenziamenti, deindustrializzazione, crollo dei consumi, degrado e miseria crescente ne sono la conseguenza più immediata.

Non c’è più tempo da perdere
È necessario mobilitarsi perché si possa uscire dal vicolo cieco nel quale siamo stati costretti. Portare alla luce lo scontento che corre orizzontalmente per il Paese. Opporci al sabotaggio istituzionale e all’attacco ormai sistemico alla nostra economia.

È in gioco la sicurezza nazionale
La crescente e diffusa consapevolezza di come la partecipazione cobelligerante del nostro Paese sia stata una scelta suicida, imposta da quei poteri sovranazionali cui il governo Draghi ha dato esecuzione, può e deve diventare una forza autorganizzata trasversale, attuando il principio costituzionale che la sovranità appartiene al popolo.

Partecipa alla costruzione di una grande alleanza trasversale contro la guerra per l’economia e il bene comune! Chiediamo all’unisono il ritiro delle sanzioni, il ritiro dalla guerra e che l’Italia medi attivamente per la ricostruzione delle condizioni della Pace. Diciamo no alle sanzioni, no al finanziamento della guerra e all’invio di armi, no alle spese militari, sì ad un ruolo attivo del nostro Paese quale mediatore di Pace.

Aderite, firmate e condividete!

Iniziatori della campagna (in ordine alfabetico):

Eleonora Alecci, Psicologa e ricercatrice, Roma
Alberto Arcangeli
, Ingegnere aeronautico, Bergamo
Cristoforo Attardo, Ricercatore indipendente, Ragusa
Luca Belardi, Regista, Roma
Mauro Belardi, Storico, scrittore, Roma
Roberto Benassi, Contrammiraglio MM c.a., Pisa
Giorgio Bianchi, Fotoreporter documentarista, Roma
Pina Bizzarro, Fondatrice del gruppo “Ragusa consapevole, cittadini liberi” Ragusa
Loretta Bolgan, Consulente scientifico, Venezia
Paolo Borgognone, Storico, scrittore, Asti
Alberto Bradanini, Ambasciatore, Reggio Emilia
Stefano Burbi, Compositore e direttore d’orchestra, Firenze
Pino Cabras, ex Deputato, Roma
Virginia Camerieri, Direttore responsabile Byoblu, Milano
Francesco Cappello, “Comitato No Guerra No Nato”, Ragusa
Franco Cardini, Docente di Storia, Firenze
Andrea Catone, Direttore della rivista “MarxVentuno”, Bari
Paolo Cesaretti, saggista e docente universitarioBergamo
Tiziana Chiarion, Editrice, Padova
Andrea Ciucci, Tecnico sistemi informatici, Pisa
Alberto Conti, Docente matematica e fisica, Milano
Alberto Contri, Docente di Comunicazione Sociale, Milano
Angelo Cremone, Portavoce “Sardegna Pulita” Cagliari
Sara Cunial, Presidente di Vita, Vicenza
Franco Dinelli, Ricercatore CNR, Centro studi Pax Christi, Salerno
Manlio Dinucci, Analista geopolitico, Pisa
Manuela Fani, Volontaria ARCI, Firenze
Silvia Forlivesi, Operatrice museale, Ravenna
Franco Fracassi, Giornalista, scrittore
Giovanni Frajese, Medico endocrinologo
Carlo Freccero, ex dirigente e autore televisivo, Savona
Elisabetta Frezza, Giurista, Padova
Margherita Furlan, Direttore de La Casa del Sole TV, Roma
Gaia Fusai, Avvocato, Milano
Edoardo Gagliardi, Filosofo, giornalista, Milano
Berenice Galli, Giornalista, Siena
Antonino Galloni, Economista, Roma
Vladislav Gavryusev, Ricercatore universitario, Firenze
Adalberto Gianuario, Giornalista, Roma
Livio Giuliani, già dirigente di ricerca e direttore di dipartimento del Servizio Sanitario Nazionale (ISPESL/INAIL), Roma
Federico Giusti, Sindacalista di base, Pisa
Fulvio Grimaldi, Giornalista, documentarista, Roma
Antonella Lattuada, Presidente di “Italia che lavora” ed ex-imprenditrice, Milano
Germana Leoni, Saggista, Milano
Simone Lombardini, ricercatore economista, Genova
Flaminio Maffettini, Avvocato, Bergamo
Petra Magoni, Artista, Pisa
Corrado Malanga, Ricercatore e docente di chimica Università di Pisa, Pisa
Massimiliano Marchi, Fondatore gruppo “Lucca consapevole, cittadini liberi” Lucca
Francesca Marino, Comitato “liberi insieme per la salute”, Livorno
Ugo Mattei, Giurista, Torino
Elena Mazza, Fondatrice Verdi Risorti, Ecofemminista e Pacifista, Firenze
Massimo Mazzucco, Direttore luogocomune.it
Claudio Messora, Editore, Milano
Eugenio Miccoli, Editore di MePiù e Millimetro Zero Edizioni, reporter e autore, Roma
Enrico Montesano, Attore, Roma
Marina Montesano, Professore ordinario Storia medievale, Messina
Marco NicastroImprenditore, presidente Coop. Agr. Mediterraneo, Foggia
Maurizio Nocera, Antropologo / ANPI, Lecce
Maya Nogradi, Regista, Roma
Aldo Nove, Poeta e scrittore, Milano
Giuseppe Padovano, Fondatore Associazione Per un Mondo senza Guerre, Prato
Gianluigi Paragone, ItalExit, Roma
Heather Parisi, Moglie e mamma
Moreno Pasquinelli, Portavoce “Fronte del Dissenso”, Perugia
Mirko Preatoni, Organizzatore eventi culturali internazionali, Milano
Ugo Preziosi, Attivista contro i rigassificatori, Livorno
Marco Rizzo, Segretario PC, fondatore ISP Roma
Laura Ruggeri, ricercatrice, saggista, Milano
Mauro Scardovelli, Giurista e psicoterapeuta, Genova
Michelangelo Severgnini, regista e scrittore, Palermo
Beatrice Silenzi, giornalista ed editrice di Fabbrica della Comunicazione, conduttrice radiofonica e televisiva, Fermo
Diego Siragusa, scrittore, saggista, blogger, Biella
Suor Stefania Leda Baldini, ex insegnante, Firenze
Andrea Stramezzi, medico volontario Covid 19, Milano
Amrita Tejas, Fondatrice Associazione ISOFIA, Napoli
Francesco Toscano, presidente Ancora Italia, fondatore Italia Sovrana e Popolare, Cosenza
Jean Toschi Marazzani Visconti, scrittrice, giornalista, Milano
Cinzia Trentanelli, Collettivo Salute e Libertà, Torino
Davide Tutino, Professore, Resistenza Radicale, Roma
Fabrizia Vaccarellaavvocato penalista, Milano
Tiziana Vigni, avvocato e presidente dell’Associazione Atto Primo: Salute, Ambiente e Cultura, Siena

=== 2 ===
BELGRADE FORUM APPEAL
Thursday, 27 October 2022
CALL FOR DIALOGUE, DIPLOMACY AND DETENTE

The Belgrade Forum for a World of Equals expresses its deepest concern regarding the worsening of the global confrontation which is accompanied by a deep-seated economic and social crisis in Europe as well as worldwide. This crisis which is worsening on a daily basis, constitutes a threat to global life, peace and security.

This concern is of critical significance given the fact that no meaningful and honest initiatives advocate turning from the track of confrontation to essential dialogue, diplomacy and detente.

The lessons of history cannot be ignored. Such a state of inertia and lack of understanding of the unfolding dangers potentially affects the very foundation of humanities existence. The conflict in Ukraine has to be resolved by addressing to its roots. Peace efforts must not be obstructed, new iron curtains must be removed, unilateral sanctions have to be excluded from the international practice.

Starting from the Serbia’s historical experience, including those from the recent past, the experiences of Europe, Belgrade Forum for a World of Equals makes an appeal to all peace associations, governments, as well as international organizations, particularly to OUN, to endorse dialogue, diplomacy and detente as the only possible path for preventing a global conflict that threatens the future of humanity.

We appeal for the immediate dialogue and diplomatic action at the highest levels between Washington, Moscow, Beijing and Brussels. The underlying focus can only be on “peaceful coexistence” between sovereign nations determined to prevent further worsening of the conflict which could lead to a World War III scenario, without exclude nuclear incinerations.

Recognition of equality, interdependence and partnership in preserving peace, security and development, as indivisible civilizational values, is the only way for the survival and secure future of humanity.
 
АПЕЛ БЕОГРАДСКОГ ФОРУМА
четвртак, 27 октобар 2022
 
ПОЗИВ ЗА ДИЈАЛОГ, ДИПЛОМАТИЈУ И ДЕТАНТ
Београдски форум за свет равноправних изражава најдубљу забринутост због погоршања глобалне конфронтације која је праћена дубоком економском и друштвеном кризом у Европи, као и у свету. 

Свеобухватна криза се свакодневно погоршава и представља  претњу за живот, мир и безбедност у свету.

Забринутост је утолико већа што не постоје никакве веродостојне и искрене иницијативе за прелазак са колосека конфронтације на колосек суштинског дијалога, дипломатије и детанта.

Лекције историје се не смеју занемаривати. Стање инертности и неразумевања ризика надолазећих опасности, угрожава саме основе људског постојања. Сукоб у Украјини може се превазићи једино решавањем његових узрока. Мировни напори не смеју бити спречавани, нове гвоздене завесе морају бити уклоњене, једностране санкције бити изопштене из међународне праксе.

Полазећи од историјских искустава Србије, укључујући и она из недавне прошлости, као и од искустава Европе, Београдски форум за свет равноправних упућује апел свим мировним удружењима, владама, као и међународним организацијама, а посебно ОУН, да покрену и подрже иницијативе за дијалог, дипломатију и детант као једини исправан пут за спречавање глобалног сукоба који прети опстанку човечанства.  

Апелујемо за моментално започињање дијалога и дипломатске акције на највишем нивоу између Вашингтона, Москве, Пекинга и Брисела. Основ треба да буде „мирна коегзистенција“ суверених и равноправних држава одлучних да зауставе даље погоршање сукоба које може довести до избијања Трећег светског рата, не искључујући ни нуклеарни. 

Признавање равноправности, међузависности и партнерства у очувању мира, безбедности и развоја, као недељивих цивилизацијских вредности, једини је пут за опстанак и сигурну будућност човечанства.
=== 3 ===
Rivista MarxVentuno n. 1-2/2022
La guerra ucraina. Cause impatto conseguenze
 
Autore: AA. VV.
Pagine: 520
Data di uscita: settembre 2022
Formato: 14,8 x 21
Indice
Editoriale
ISBN: 978-88-944721-8-9
€ 20,00
DALLA QUARTA DI COPERTINA:
Questo volume di “MarxVentuno” intende fornire strumenti di conoscenza, riflessione, analisi sulla guerra in corso in Ucraina e sulla nuova fase della storia mondiale che si è con essa avviata. La guerra si svolge non solo sul piano militare, ma anche economico-finanziario (sanzioni ed economia di guerra) e ideologico-culturale. Questa nuova fase, figlia della crisi del mondo unipolare, può avere uno sbocco progressivo: il riconoscimento e l’accettazione del multipolarismo, promosso da un insieme di Paesi, che propone la coesistenza pacifica, la cooperazione win win ed il rispetto dei sistemi e della storia di ciascun Paese. Ma oggi l’Occidente ha imboccato la strada di uno sbocco reazionario ed estremamente pericoloso a sostegno della guerra permanente che l’imperialismo Usa, potenza economica in declino, alimenta nel tentativo anacronistico di mantenere il dominio unipolare e fermare il corso della storia, mentre all’orizzonte già si intravede una nuova escalation che ha come obbiettivo la guerra alla Cina. Per alcuni settori delle classi dirigenti atlantiche è iniziata una fase caratterizzata dalla guerra come elemento strutturale del presente e del futuro.
L’Italia, con il governo Draghi, ha perseguito lo sbocco regressivo, adottando la linea più oltranzista tra i Paesi fondatori della Ue. “MarxVentuno” propone la costruzione di un fronte ampio di forze che ponga come elemento centrale la questione dell’uscita dalla guerra e della neutralità italiana: un “partito della pace” contrapposto al “partito unico dell’atlantismo”. Fuori l’Italia dalla guerra!
TESTI DI: GIUSEPPE Amata, Samir Amin, Roger Annis, Andrea Catone, Renfrey Clarke, Demostenes Floros, Francesco Galofaro, Vladimiro Giacché, Ruggero Giacomini, Danny Haiphong, Gal Luft, Francesco Maringiò, Vladimir Putin, Fausto Sorini, Jiechi Yang, Gennadij Zjuganov.
L’INDICE
L’EDITORIALE di Andrea Catone (direttore)
LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME A BOLOGNA il 30/9/2022
con:
Andrea Catone – Direttore MarxVentuno
Andrea Martocchia – comitato Ucraina Antifascista Bologna
Sergio Cararo – Rete dei Comunisti, Contropiano
Michele Carozza – MarxVentuno Bologna
Ordinalo subito ottenendo uno sconto del 10% e la spedizione gratuita,utilizzando il codice promozionale “settembre22“
Si può acquistare on line il volume dal sito https://www.marx21books.com/
Spedizione gratuita per ordini superiori a €29
 
=== 4 ===
 
Bari, lunedì 31 ottobre 2022
alle ore 17:30 presso la biblioteca delle Edizioni MarxVentuno
II strada privata Borrelli 32, citofono 51 (di fronte al Piccolo Teatro)
 
L’INVIO DI ARMI A KIEV È COMPATIBILE CON LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA?
Relazione introduttiva
GAETANO BUCCI
Professore associato di Diritto pubblico e Diritto Costituzionale, Università del Salento Lecce
 
Intervengono

NICOLA GRASSO

Già candidato del Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni politiche e Professore associato di Diritto Costituzionale, Università del Salento. 

 

MAURIZIO SIMONCELLI

Vicepresidente e cofondatore dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo 

 

NICO BAVARO

Segretario regionale pugliese di Sinistra Italiana
 

RENATO SACCO 

consigliere nazionale di Pax Christi Italia, già coordinatore nazionale, partecipante alla quarta delegazione nonviolenta Stopothewarnow
 
 
Introduce e coordina
 

VINCENZO DE ROBERTIS 

Coordinamento di Bari per la Democrazia Costituzionale 
 
Per chi non possa intervenire in presenza alla Conferenza del 31 ottobre a Bari, ecco il link della diretta streaming youtube (dalle 17:30 del 31 ottobre):
Gioia del Colle (Bari), Venerdì 4 Novembre, ore 18:00, 
SALA DE DEO 
Presentazione de La guerra ucraina cause impatto conseguenze
Con Andrea Catone, curatore del volume
Presiede: Roberto Dentico
Organizza Associazione Atlante 
Bari, Venerdì 11 novembre, ore 18:00
Biblioteca di MarxVentuno, II strada privata Borrelli 32, citofono 51 (di fronte al Piccolo Teatro)
 
La guerra in Ucraina. Quali vie per una pace possibile? 
 
Relazione introduttiva
Ugo Villani, professore emerito di Diritto internazionale, Università di Bari
Intervengono
Rosa Siciliano, redattrice della rivista mensile di Pax Christi Italia “Mosaico di Pace”
[siamo in attesa di conferma degli altri interventi]
Coordina
Andrea Catone, direttore della rivista MarxVentuno
=== 5 ===
Il 2 dicembre sciopero generale unitario di tutto il sindacalismo di base

Venerdì 2 Dicembre 2022 tutte le organizzazioni del sindacalismo di base italiane hanno proclamato lo sciopero generale intercategoriale nazionale. Sono interessati tutti i settori pubblici e privati, dalla sanità alla scuola, dalle fabbriche ai trasporti. Lo sciopero è proclamato Per:

• Rinnovo dei contratti e aumento dei salari con adeguamento automatico al costo della vita e con recupero dell’inflazione reale.
• Introduzione per legge del salario minimo di 12 euro l’ora. 
• Cancellazione degli aumenti delle tariffe dei servizi ed energia, congelamento e calmiere dei prezzi dei beni primari e dei combustibili, incameramento degli extra-ricavi maturati dalle imprese petrolifere, di gas e carburanti. 
• Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
• Blocco delle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina, nonché investimenti economici per la scuola, per la sanità pubblica, per i trasporti, per il salario garantito per disoccupati e sottoccupati.
• Rilancio di un nuovo piano strutturale di edilizia residenziale pubblica che preveda anche il riuso del patrimonio pubblico attualmente in disuso, a beneficio dei settori popolari e dei lavoratori.
• Fermare le stragi di lavoratori, introdurre il reato di omicidio sul lavoro. 
• Fermare la controriforma della scuola e cancellare l’alternanza scuola-lavoro e gli stage gestiti dai centri di formazione professionale pubblici e privati.
• Difesa del diritto di sciopero. Riconoscimento a tutte le OO.SS. di base dei diritti minimi e dell’agibilità sindacale in tutti i luoghi di lavoro.
• Introdurre una nuova politica energetica che utilizzi le fonti rinnovabili, senza ricorrere a nucleare e rigassificatori.
• L’aumento delle risorse a favore dell’autodeterminazione, la tutela della salute delle donne e per combattere discriminazioni, oppressione nel lavoro, nella famiglia e nella società.

Contro:

• Le privatizzazioni e il sistema di appalti/subappalti rafforzati dal DDL Concorrenza, che attaccano gli interessi collettivi a vantaggio di imprese e speculatori.
• L’Autonomia Differenziata che disgrega il paese e allarga le differenze sociali tra territori. 
• La guerra e l’economia di guerra, vera sciagura umana e sociale per i popoli ed i lavoratori.

Adl Varese; Cib-Unicobas; Cobas Sardegna; Confederazione Cobas; Cub; Sgb; Sicobas; Usb; Usi-Cit

Proclamazione Sciopero Generale 2.12.2022: https://assets.contropiano.org/img/2022/09/Proclamazione-Sciopero-Generale-2.12.2022.pdf

 

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