Andrea Zhok: “Il rischio è di trovarsi di nuovo un Parlamento senza l’opposizione”

Come ogni mattina Facebook, premuroso, mi chiede cosa sto pensando.

Ecco, questa mattina sto pensando che troppa gente non ha ancora la percezione del pericolo.
Quale pericolo?

Ce ne sono diversi, ma il più politicamente immediato è di trovarsi di nuovo in un parlamento dove il bloccone dei partiti neoliberali agisca di nuovo senza opposizione.

E non perché l’opposizione abbia il potere di fermare legalmente la maggioranza – non ce l’ha – ma perché l’esistenza di un’opposizione consente di dar voce a ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto, e perché l’opposizione rappresenta una minaccia (anche nel futuro a breve termine delle amministrative d’autunno) che altri possano giovarsi dello scontento. (Finché sono tutti dentro nel commettere misfatti, sanno che nessuno perderà, se qualcuno invece è fuori, può toglierti consenso e spazio).

Ora molti danno per scontato uno scenario in cui la pronosticata vittoria della destra comporterà un riposizionamento sui comportamenti da stato etico dell’ultima legislatura (e magari qualcuno immagina persino un risposizionamento rispetto al disastro geopolitico in cui ci siamo messi).

Solo che questa è un’illusione.

E’ un’illusione sul piano geopolitico, visto che la leader di Fratelli d’Italia, per assicurarsi i potenti appoggi necessari per diventare presidente del consiglio, si è riscoperta una vena di atlantismo iperbolico che manco il Corriere.

Ma è anche un’illusione sul piano dell’autoritarismo sanitario, che si è dimostrato essere un magnifico strumento di coercizione e controllo per chi detiene il potere.

I segni di ciò si sono visti già ampiamente, ma ora abbiamo anche nero su bianco nel programma della Lega l’idea che siccome “non c’è sviluppo sostenibile né crescita economica senza tutela universalistica e proattiva della salute individuale e collettiva, [allora] è necessario introdurre sistemi di controllo e tracciabilità efficaci e senza prescindere dalla messa in campo di una strategia complessiva di prevenzione e protezione della salute.”

Ora, va da sé che i lettori di Repubblica vedranno in ciò una sincera preoccupazione per il bene pubblico, di cui sospettare intenti autoritari sarebbe roba da brutte persone.

Ma per quelli che non hanno ancora mandato il cervello all’ammasso già l’improvvisa preoccupazione “per la tutela universalistica e proattiva della salute individuale e collettiva” in gente che ha distrutto sistematicamente il sistema sanitario pubblico dovrebbe suonare come una volgare presa in giro.

Cioè, dobbiamo davvero rammentare tutta la storia dei tagli alla sanità, della spinta al privato, della riduzione dei servizi, degli organici e dei posti letto, e dell’impatto che tutto ciò ha avuto, tra l’altro, anche sulla disastrosa gestione pandemica (la peggiore al mondo, dati alla mano)?

E come se non bastasse, esattamente come negli ultimi due anni, questo diventa la scusa anticipata per “introdurre sistemi di controllo e tracciabilità” (lo chiameremo “certificato verde padania”), e per una “strategia complessiva di prevenzione e protezione della salute” (non uso qui la parola magica che fa scattare la censura su FB, ma usate l’immaginazione).

Ecco, per chi non avesse ancora compreso l’entità del pericolo, ricordo che lo scenario più probabile ad elezioni concluse sarà un nuovo governissimo (non esclusa la riesumazione di Draghi lui-même), con mero trasferimento dei pesi dal M5S a Fratelli d’Italia.)

E allora, con una popolazione sempre più irrequieta per le difficoltà economiche da tenere sotto controllo, ci sarà da ridere su cosa potranno inventarsi – rigorosamente per il nostro bene, è naturale.

Andrea Zhok

17/08/2022

Andrea Zhok | Facebook

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