Gas russo: l’Italia è tranquilla, ma la Germania spegne tutto. E forse ha ragione

Rispetto alla penuria di gas russo, Italia e Germania si trovano in situazioni simili. E dunque fa impressione l’abisso fra la tranquillità del ministro Cingolani e la frenetica attività dei tedeschi che, per risparmiare energia in vista di un duro inverno, spengono già ora di tutto.

Anche il livello degli stoccaggi è analogo: in questo momento, quelli tedeschi sono pieni al 67% e quelli italiani al 71%. Il diverso comportamento deriva da un eccesso di zelo tedesco? Dalla disorganizzata mollezza latina? O ci saranno dolorose e non annunciate sorprese, in Italia, dopo le elezioni di settembre?

I dati, innanzitutto. La Germania importa(va) dalla Russia il 50% del suo gas, ma il gas ha un ruolo relativamente ridotto fra le sue fonti di energia. Qui sotto c’è il grafico riassuntivo dell’IEA (International Energy Agency) aggiornato al 2020: il più recente. La Germania usa il gas, certo (è la striscia blu), e non è più sicura di ricevere la metà di quel gas: ma usa anche molto petrolio e una discreta quantità di biocarburanti e di carbone.

germania gas

E l’Italia? Quanto è più ampia, nel grafico omologo pubblicato qui sotto, la striscia blu del gas! Certo, è gas russo per il 40% (e non per il 50% come in Germania), ma pensare che quel blu rimanga vuoto per il 40% è quasi come contemplare un abisso.

gas italia

Il ministro Cingolani sostiene che entro l’inverno l’Italia sarà quasi indipendente dal gas russo, ma merita guardare da vicino le sue parole. Dice: l’Italia ha reperito 25 miliardi di metri cubi da diversi fornitori per sostituire 30 miliardi di metri cubi finora arrivati dalla Russia. La metà di queste nuove forniture sono gas liquefatto.

Per prima cosa mancano comunque 5 miliardi di metri cubi di gas, ossia il 16,6% delle forniture russe. E poi, la metà delle forniture reperite per sostituire il gas russo  – dunque 12,5 miliardi di metri cubi – sono costituiti da gas liquefatto.

Qui sta il busillis.  Il gas liquefatto deve passare dai rigassificatori. L’Italia attualmente ne ha tre che, come evidenzia Altra Economia, sono già usati pressoché a massima capacità. I due rigassificatori galleggianti nuovi acquistati da Cingolani, afferma egli stesso, “saranno installati nei prossimi 12-24 mesi“. E nel frattempo?

Nel frattempo, rimane da capire dove saranno trattati, quest’inverno, quei 12,5 miliardi di metri cubi di gas liquefatto che consentirebbero di turare una consistente parte del buco lasciato dal gas russo. Finora la capacità di rigassificazione dell’intera Unione Europea è stata usata per circa il 50% del totale, ma l’Italia non sarà certo l’unica a mettersi in coda per cercare di fare attraccare navi gasiere.

Detto tutto questo, sorge il dubbio che i tedeschi abbiano ragione. Nel senso che il loro Governo, se non altro, stia dicendo la verità. Qui, se Cingolani ha ragione di essere olimpicamente tranquillo o meno, lo scopriremo soltanto vivendo: cioè ad elezioni effettuate.

GIULIA BURGAZZI

29/07/2022

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