[Superando] Tennis tavolo, ma anche autonomia e divertimento per dodici giovani con autismo

Si è concluso con successo a Catania il progetto “#SportAnchio# Tennis tavolo plus”, volto alla promozione e all’avviamento del tennis tavolo di dodici giovani con disturbo dello spettro autistico, frutto di un protocollo d’intesa siglato fra l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, la FISDIR Sicilia (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali) e l’ENDAS (Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale). Un’iniziativa che oltre a rappresentare un efficace modello di avviamento allo sport, ha rivestito anche un’importante valenza abilitativa e riabilitativa
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Per i bambini con disabilità dell’Ucraina la posta in gioco è più alta
«La guerra in Ucraina pone una minaccia all’infanzia e al futuro di ogni bambino nel Paese. Per i bambini e le bambine con disabilità la posta in gioco è ancora più alta. È nostra responsabilità sostenerli insieme alle loro famiglie e garantire loro l’accesso ai servizi e alle risorse»: lo ha dichiarato Murat Shahin, rappresentante in Ucraina dell’UNICEF, che per rispondere appunto ai bisogni dei bambini e delle bambine con disabilità colpiti dalla guerra in Ucraina, ha unito i propri sforzi ad alcuni Ministeri del Paese e al Centro di Riabilitazione dell’Infanzia Dzherelo
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Quella superficialità con cui si entra nella vita delle famiglie
«Pensiamo – scrivono Elisabetta Bacciaglia e Alice Imola, a proposito del contestato questionario recentemente inviato dai Comuni di Roma e di Nettuno ai caregiver familiari – che il problema di quel questionario risieda nella “leggerezza” e nella superficialità con cui è stato posto, una superficialità molto preoccupante, poiché è indicatrice del livello di sensibilità, serietà e dello spessore che si dedica alle azioni rivolte alla persona con deficit e alla sua famiglia, che hanno invece diritto ad un profondo rigore, competenza, alta qualità e rispetto»
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Agiamo sempre per i diritti, ma il Tribunale non è la strada che preferiamo
«Le barriere – scrivono dalla Federazione lombarda LEDHA, prendendo spunto da una recente vicenda avvenuta a Monza – sono ancora tante, troppe. Servirebbero certamente più segnalazioni pubbliche e forse anche più ricorsi. Noi saremo sempre al fianco delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni che vorranno intraprendere queste strade. Ma non è l’unica strada che vogliamo perseguire e siamo sempre disponibili al dialogo con le Istituzioni, un dialogo, però, che sia costruttivo e rispettoso dei princìpi e delle norme a tutela di tutti i cittadini, compresi quelli con disabilità»
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Li chiamavano “nani”: piccole stature (intese come centimetri) e grandi storie
Fin dalle epoche più remote le persone affette da nanismo hanno suscitato sentimenti contrastanti, sono state vittime di pregiudizi, usate per il divertimento altrui, derise e considerate “inferiori”. Pochi sanno, tuttavia, che alcune si sono ritagliate un ruolo nella storia, hanno conquistato la fiducia di illustri personalità del passato e posato per importanti artisti, si sono battute e ancora si impegnano con orgoglio per i diritti. Questo è dunque un racconto di grandi storie che hanno per protagonisti “piccoli uomini” e “piccole donne”
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