“Pericoloso sociale è lo Stato” (Comunicato del Comitato contro la gestione autoritaria della pandemia)

Comunicato del Comitato contro la gestione autoritaria della pandemia – Napoli.

Riceviamo e condividiamo quanto espresso dall’Assemblea popolare di Busto Arsizio in merito alla sorveglianza speciale richiesta per uno dei suoi compagni.

Si tratta dell’ennesimo caso di misura persecutoria contro attivisti no green pass.

In un clima di vera e propria rappresaglia, infatti, una pioggia di provvedimenti repressivi (denunce, fogli di via, divieti ed obblighi di dimora, sanzioni pecuniarie e misure amministrative come il DASPO urbano, licenziamenti, sospensione del salario e demansionamenti) si sta abbattendo su quanti sono scesi in piazza per opporsi agli strumenti di controllo e disciplinamento messi in atto con la gestione autoritaria e militarizzata della pandemia da parte del governo.

Tra questi i portuali di Trieste, colpiti già da 4 licenziamenti e decine e decine di provvedimenti disciplinari e denunce, sia per aver partecipato al blocco del varco 4 sia per il ruolo simbolico che la loro presa di posizione pubblica ha assunto per il movimento di lotta contro il green pass e l’obbligo vaccinale.

E’ ormai sempre più chiaro quanto lo Stato, tutti gli apparati e le organizzazioni che direttamente o indirettamente lo sostengono, abbiano tra i loro obiettivi reprimere, isolare e scoraggiare tutti coloro i quali vogliono mettere in discussione questo sistema capitalista.

La repressione contro questi compagni di lotta non è solo una vendetta per la loro presa di posizione pubblica, ma è un preciso avvertimento rivolto a tutti e soprattutto ai lavoratori: non azzardatevi nemmeno a pensare di lottare contro quello che vi aspetta!

E quello che ci aspetta è un attacco ancora più pesante alle nostre condizioni di vita, già rese insostenibili per i costi della crisi e della guerra, e alla nostra agibilità politica e sindacale.

La sorveglianza speciale richiesta per il compagno dell’Assemblea popolare di Busto Arsizio è un provvedimento grave ed emblematico di come lo Stato punti a colpire non azioni specifiche ma, preventivamente, ogni dissenso e l’organizzazione collettiva dell’opposizione alle sue politiche.

Nel frattempo ci giunge notizia che l’udienza è prevista per il 22 settembre.

Oggi è necessario ribadire che questo sistema sociale, sempre più autoritario, è responsabile dei disastri umanitari e ambientali che tutti i giorni abbiamo davanti ai nostri occhi. Per evitare la barbarie a cui inevitabilmente ci sta portando dobbiamo lottare per abbatterlo.

Non permetteremo che nessuno resti solo e parteciperemo ai momenti di solidarietà verso tutti i nostri compagni colpiti dalla repressione.

Di seguito il comunicato da B.A., un saluto e un forte abbraccio da Napoli.

***

“Ieri, ad un ragazzo dell’Assemblea Popolare di Busto Arsizio è stata notificata la richiesta di “Sorveglianza Speciale” della durata di 3 anni. A proporla è la Procura di Busto Arsizio. La stessa Procura che aveva emesso il foglio di via, sempre alla stessa persona, poi cestinato grazie alla vittoria del ricorso al Tar.

La Sorveglianza Speciale è una “misura di prevenzione” volta a tutelare la cosiddetta “pubblica sicurezza”, ed è solitamente richiesta sulla base di sospetti, e non di reati specifici. Consiste essenzialmente nell’isolamento sociale dell’individuo colpito, e può prevedere restrizioni come il rientro notturno, presentarsi in caserma ogni tot giorni e anche il sequestro della patente. Un aspetto davvero pesante è il divieto di partecipare a qualsiasi evento pubblico come manifestazioni, assemblee ecc. Un sorvegliato speciale può vedere un numero limitato di persone e non può frequentare bar, locali, piazze e altri luoghi, non è permesso avere alcun tipo di contatto con pregiudicati.
Se si viola una di queste disposizioni è previsto l’arresto.

Le motivazioni della richiesta si basano sulla costruzione di una presunta pericolosità sociale dell’imputato, la cui “colpa” sarebbe quella di aver partecipato attivamente, da tempo, a diversi momenti di piazza ma soprattutto, secondo chi scrive, aver avuto “il ruolo di leader durante le manifestazioni non autorizzate” dello scorso autunno. Ricordiamo, invece, che chiunque partecipi alla nostra assemblea popolare ha come caposaldo quello dell’orizzontalità non solo come metodo organizzativo ma anche come orizzonte e di questo non possiamo aver dubbio.

Inoltre, è proprio la stessa orizzontalità ad aver caratterizzato e reso incontrollabili e forti (e forse per questo così duramente punite) le mobilitazioni che in quel periodo raggiungevano il loro apice.

Non possiamo in alcun modo tollerare un’azione di questo tipo, ovvero un evidente sdoganamento della repressione d’ideali politici e sociali.

Come se non bastasse, la prima udienza è stata fissata per Mercoledì 15 giugno, rendendo praticamente impossibile organizzare una difesa seria e strutturata.

Vogliamo far sapere alle forze dell’oppressione che noi non ci fermeremo mai e non ci arrenderemo di fronte ai loro vili attacchi.

A tutti coloro che ci seguono e partecipano attivamente vogliamo ricordare l’importanza della solidarietà e della continuità della lotta, non possiamo fermarci, dobbiamo continuare la lotta e supportare chi subisce, come in questo caso, la repressione.

Comitato contro la gestione autoritaria della pandemia, Luglio 2022

L’articolo “Pericoloso sociale è lo Stato” (Comunicato del Comitato contro la gestione autoritaria della pandemia) proviene da .

Powered by WPeMatico