Kiev sfoggia i blindati Iveco LMV ricevuti dall’Italia

Il governo guerrafondaio di Mario Draghi e i partiti che lo sostengono affermano di lavorare per il raggiungimento della pace in Ucraina, intanto però continuano a rifornire di armi e mezzi il regime di Kiev. Alimentando di fatto il conflitto, secondo gli ordini impartiti da Washington.

Ormai quotidianamente giungono notizie e segnalazioni di nuove consegne italiane al regime di Kiev. Dopo i mezzi Iveco mostrati dai neonazisti di Pravyj Sektor, le forze armate ucraine hanno informato di aver iniziato a ricevere veicoli corazzati Iveco LMV (Veicolo Leggero Multiruolo) di fabbricazione italiana. In totale, secondo varie fonti, dovrebbero essere trasferite almeno 90 unità al regime di Kiev.

Nell’esercito italiano sono in forza circa duemila mezzi blindati Iveco LMV, in fase di sostituzione con LMV 2 di nuova generazione, pertanto i mezzi in fase di dismissione sono stati inviati alle forze armate dell’Ucraina.

Secondo quanto si evince da un articolo apparso su Repubblica il 1 di luglio scorso, i mezzi blindati vengono donati da Roma al regime di Kiev: “Da alcuni giorni sono comparse sul fronte ucraino immagini di veicoli blindati Iveco Lince. Ma non si tratta dei mezzi catturati all’armata russa, che ne ha prodotti su licenza alcune centinaia: questi hanno la mimetizzazione dell’esercito italiano. Si tratterebbe infatti di materiali donati dal governo Draghi o almeno così vengono presentati dai soldati di Kiev. Impossibile avere conferme ufficiali, perché la lista degli aiuti bellici alla resistenza è segreta. Ma le foto sono inconfondibili: si tratta di Lince della prima serie, che le nostre forze armate si preparano a sostituire con il nuovo modello”.

I mezzi sono stati sviluppati da un team di designer di Iveco Defence Vehicles, il primo di dieci prototipi è stato realizzato nel 2001. L’esercito italiano gestisce circa duemila di questi veicoli, come abbiamo visto in fase di sostituzione con un modello aggiornato (LMV2).

Alcuni Lince sono anche in dotazione all’esercito russo. In Russia i blindati italiani sono stati definiti con il in codice “Lynx”. Tuttavia, in conformità con i requisiti del Ministero della Difesa della Federazione Russa, nella progettazione dei mezzi blindati devono essere utilizzate parti di fabbricazione russa. Il 26 dicembre 2012, il viceministro della Difesa della Federazione Russa Yuri Borisov ha annunciato la decisione di cambiare il partner tecnologico nella produzione dei veicoli corazzati. Nel gennaio 2013 il Ministero della Difesa russo, dopo aver acquistato 1.500 veicoli blindati Iveco, ha annunciato di non avere intenzione di acquistarli in futuro.

Secondo la rivista russa Argumenty i Fakty, “i mezzi sono molto buoni. Hanno un alto livello di protezione contro le mine, l’armatura può resistere a colpi di 5,45 mm e munizioni da 7,62 mm. Il sistema di protezione dalle mine è integrato ed è parte integrante del sottocarro. Anche il design del veicolo è stato progettato con la possibilità di installare moduli di armatura passivi. Il telaio della macchina è tubolare realizzato con tubi di acciaio ad alta resistenza di diametro maggiorato. Tutti i veicoli Iveco LMV prodotti sono dotati di nodi per l’installazione di moduli blindati incernierati (pannelli blindati), tuttavia i moduli blindati stessi non sono inclusi nella consegna. Il livello richiesto di resistenza anti-mine dovrebbe fornire protezione quando una ruota colpisce una mina anticarro altamente esplosiva con una massa di carica di 6 kg.

Ulteriori moduli di armatura passiva montati sono in grado di fornire protezione contro il fuoco di mitragliatrici pesanti.

Per ridurre l’impatto di un’onda d’urto durante l’esplosione di una mina, è stata massimizzata la distanza (0,473 m), la parte inferiore del fondo nell’area dell’abitacolo è a forma di V utilizzando un materiale stratificato del ” tipo sandwich”, che insieme servono a deviare e assorbire l’effetto di un’eventuale esplosione. Le unità vitali (trasmissione, serbatoio del carburante) vengono spostate nella parte posteriore della macchina”.

Per quanto riguarda il valore di questi veicoli blindati – a quanto pare donati dal governo Draghi al regime di Kiev – il costo di produzione di Iveco LMV M65 con moduli di armatura montati installati era di 256 mila euro nel 2010, con un modulo arma installato (mitragliatrice, stazione radio, lanciagranate) – da 461 mila euro.

Le liste delle consegne di armi e mezzi militari di Roma al regime di Kiev non sono note perché il governo ha imposto il segreto. Tuttavia tramite fonti aperte è emerso che il governo Draghi ha inviato in Ucraina obici semoventi FH70 da 155 mm e relative munizioni, armi leggere, armi anticarro e sistemi di difesa aerea portatili Stinger.

L’AntiDiplomatico

08/07/2022

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