Solo l’Italia non protesta? Raffiche di scioperi in Europa per il caro vita

Ma solo l’Italia non protesta? I notiziari europei sono pieni di scioperi, anche molto pesanti, contro il caro vita e contro particolari problemi che colpiscono questa o quella categoria. A Bruxelles sono scese in piazza almeno 70.000 persone. In Olanda, 40.000 agricoltori coi loro trattori.

In Italia, al momento, si registra solo lo sciopero dei taxisti contro il Ddl concorrenza (i suoi effetti non si limitano alle concessioni balneari) svoltasi ieri, giovedì, a Milano ed in alcune altre grandi città.

Qui va tutto ben, madama la marchesa? Per caso solo nel Draghistan le bollette non sono diventate stratosferiche, l’inflazione non morde e la disoccupazione nemmeno?

Più probabilmente gli interventi della polizia e la maggioranza bulgara di cui gode in Parlamento un governo non amato dal Paese hanno trasmesso il messaggio che non c’è spazio (almeno politico) protestare. Ma se l’Italia china la testa, in Europa la musica è di ben altro tenore.

Oggi, venerdì 24, in Francia i dipendenti Total scioperano per chiedere un aumento di salari adeguato ai rincari, bloccando gli accessi ad almeno tre raffinerie. Per lo stesso motivo inizia lo sciopero (tre giorni) dei ferrovieri britannici. Ancora oggi i ferrovieri sono in agitazione nella regione di Parigi e faranno altrettanto il 6 luglio in tutta la Francia, mentre in mezza Europa gli aeroporti sono nel caos a causa di scioperi nelle compagne low cost (Ryanair e non solo) per i salari e le condizioni di lavoro. Incrociano le braccia per analoghi motivi anche i dipendenti di Brussels Airlines, che pure non è esattamente una compagnia low cost: 300 voli cancellati.

In Italia, si svolgerà domani, sabato, lo sciopero aerei di tre compagnie low cost. La maggiore di esse, Ryanair, già annuncia scarsa adesione. Certo un sollievo per chi deve o vuole viaggiare, ma anche un’anomalia nel panorama europeo.

E oltre agli scioperi in corso o annunciati ci sono anche quelli appena terminati. In Belgio, lunedì  70.000 persone in corteo hanno paralizzato Bruxelles, la capitale, per protestare contro il caro vita. E’ stata la polizia a valutare in 70.000 il numero dei partecipanti: secondo i sindacati erano 80.000. Mercoledì 40.000 agricoltori hanno bloccato coi loro trattori un lembo dell’Olanda: nel mirino le scelte governative per combattere l’inquinamento da azoto ed ammoniaca, che secondo loro costringeranno molte aziende a chiudere. Ieri, giovedì, si sono fermati i portuali tedeschi. Chiedono adeguamenti salariali; dicono che era solo un avviso. L’antipasto, insomma, perché se non verranno ascoltati bloccheranno i porti di nuovo.

In Italia, un accenno di mobilitazione sembra riguardare solo la Sardegna, dove gli autotrasportatori alla fame per il caro gasolio minacciano uno sciopero ad oltranza a partire da lunedì 27, insieme a pastori e partite IVA. L’hanno già fatto una volta in primavera. Forse che nel resto d’Italia il gasolio costa meno?

GIULIA BURGAZZI

25/06/2022

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