[Partigiani jugoslavi nella Resistenza italiana] Il Memoriale di Cola Giovanni

Segnalazioni da parte dei Partigiani jugoslavi nella Resistenza italiana

* IL “MEMORIALE DI COLA GIOVANNI”
Prosegue la campagna “Rete della memoria e dell’amicizia per l’Appennino centrale”, e nell’ambito di questa si progetta una pubblicazione dedicata alle vicende storiche… e letterarie!… del comprensorio tra Acquasanta Terme (AP, Marche) e Valle Castellana (TE, Abruzzo)

 

** I COMBATTENTI DELLA PROVINCIA AQUILANA NELLA LIBERAZIONE DELLA JUGOSLAVIA
È disponibile il numero 3 della collana OrientaMenti di Jugocoord Onlus. Dalla Premessa:

Riccardo Lolli, con la ricostruzione che qui presentiamo, rende omaggio ai componenti Aquilani di entrambe le Divisioni [partigiane italiane in Jugoslavia: Garibaldi e Italia]. La sua ricerca è il frutto di una frequentazione archivistica che ha dato già frutti preziosi su temi collegati, mettendo in luce il carattere internazionalista della lotta antifascista anche riguardo all’Abruzzo. Un’opera, quella di Lolli, che in linea di principio sarebbe possibile e doveroso effettuare per ogni provincia e regione d’Italia: affinché, come è intimato sulle pietre di Mirogoj e Pozza di Acquasanta Terme, più nessuno ardisca gettare fango sul sangue sparso nella lotta comune”

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*** ANTIFASCISTI JUGOSLAVI NEL BERGAMASCO
Giorgio Marcandelli Presidente ANPI Dalmine ci ha segnalato la toccante vicenda di due ex prigionieri del campo di concentramento PG 62 della Grumellina (Bergamo), che dopo la fuga dal campo trovarono riparo in Val Serina. 
Inoltre, nell’Archivio dell’Istituto Bergamasco per la Storia del Movimento di Liberazione, ha reperito un “Elenco di partigiani appartenenti a Stati esteri che prestarono servizio” nella Brigata Vittorio Veneto: vi compaiono dieci jugoslavi, dei quali ben tre caduti.

**** PANTO ĆEMOVIĆ
A L’Aquila, la tomba di Panto Ćemović è stata restaurata su iniziativa della sezione locale dell’ANPPIA, inserendo una nuova foto e intervenendo sulle iscrizioni
***** FUGACE MENZIONE DEI PARTIGIANI JUGOSLAVI SU RAI3
Un accenno alla partecipazione di jugoslave e jugoslavi alla Resistenza italiana è stato fatto nel servizio di Rossella Matarrese del TGR Rai Puglia trasmesso all’interno della rubrica EstOvest il 25 Aprile scorso.

Nel servizio, realizzato con la collaborazione dell’IPSAIC di Bari e contenente gli interventi di Vito Antonio Leuzzi e di Annabella De Robertis, è in particolare menzionato l’Ossario commemorativo dei caduti jugoslavi di Barletta e la necessità della sua tutela.

Il servizio è visibile in Facebook oppure dal minuto 13.30 andando alla pagina di EstOvest del 25.4.2021.

****** INIZIATIVE SUI CAMPI DI CONCENTRAMENTO ITALIANI
RENICCI
[IT] UNA QUERCIA DEL CAMPO DI RENICCI A PETANJCI

Il 26 ottobre 2021, la Fondazione dr. Šiftar e la ZZB NOB Slovenije [associazione partigiani della Slovenia], Comitato di Coordinamento (KO) delle vittime della violenza di guerra, hanno effettuato l’impianto cerimoniale di querce nel Giardino dei ricordi e del cameratismo a Petanjci, in memoria di tutti gli sloveni che si trovarono nel campo concentramento. Le querce sono state piantate dai figli di tre sopravvissuti al campo: Janez Maršič, Marko Kožuh e Jani Alič. In questa occasione hanno piantato due piccole querce portate da membri del KO dal parco memoriale allestito nell’area dell’ex campo a Motina [di Renicci], non lontano da Anghiari in Toscana. Ospiti d’onore dell’evento sono stati Marijan Križman, Presidente della ZZB NOB Slovenije e Fabio Vallon, Presidente Provinciale del Comitato Trieste VZPI-ANPI.
Prima di piantare le querce, a Petanjci è stata aperta una mostra delle opere del pittore accademico e grafico Lojze Logar. La mostra è stata aperta dallo storico dell’arte Franco Obal.
Ai presenti a Petanjci hanno parlato il Presidente della Fondazione, dr. Šiftar Ernest Ebenšpanger, il presidente del KO vittime della violenza di guerra Jani Alič, il membro della KO Janez Maršič, nonché Marijan Križman e Fabio Vallon, e il vicepresidente della Fondazione e membro della presidenza della ZZB NOB Slovenije Marjan Šiftar. Il musicista di punta Boštjan Baša si è esibito alla fisarmonica in intermezzi musicali.
I primi detenuti arrivarono al campo di Renicci dal campo di concentramento di Gonars il 7 ottobre 1942. Più di 5.000 sloveni furono imprigionati a Renicci e più di 100 morirono nel campo. I loro resti sono custoditi in cassette metalliche con una stella rossa in un ossario a Sansepolcro, in Toscana, a ben 10 chilometri dall’ex campo, dal 1973. L’ossario, che comprende i resti di croati e montenegrini oltre agli sloveni, è stato costruito nel 1972 dalla Jugoslavia.

(segnalazione e traduzione a cura della famiglia Čibič-Ivanović – testo originale:)
[SLO] HRAST IZ TABORIŠČA RENICCI NA PETANJCIH

RAB/ARBE
[IT] CROWDFUNDING PER UN PROGETTO DI ANDREA GIUSEPPINI E ERIC GOBETTI che comprende: ricerca storica-archivistica, creazione di un sito web, databasedegli internati, viaggio della memoria 
[SLO] Kliknite tukaj za opis projekta v slovenščini
[SH] Kliknite ovdje za prijevod na hrvatski
FRASCHETTE DI ALATRI
[IT] I CONFINI DELL’UMANITÀ. La storia ritrovata degli invisibili delle Fraschette (ebook in tre lingue)
[SH] GRANICE ČOVJEČANSTVA. Ponovno otkrivena povijest nevidljivih iz Fraschettea
[EN] THE BOUNDARIES OF UMANITY. The rediscovered history of Fraschette’s invisibles
COLFIORITO
Ricordiamo il nostro post precedente, sulla disponibilità online dell’opuscolo curato da Andrea Martocchia:
******* AZERI NELLA RESISTENZA ITALIANA
Migliaia di cittadini sovietici parteciparono alla resistenza in Italia. Tra di loro, molto numerosi furono gli azerbaigiani, che si distinsero per coraggio. FarodiRoma ha intervistato in proposito il prof. Ilham Abbasov, ricercatore dell’Istituto di filosofia e sociologia dell’Accademia nazionale delle scienze dell’Azerbaigian
******** E PER TERMINARE …
… consentiteci di rivolgervi i più calorosi auguri di
BUONE FESTE E BUON ANNO NUOVO 2022!

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