Fulvio Grimaldi: “Puglia, dove i meriti umani e ambientali si pagano con la vita”

“Ilva e non solo”

Ogniqualvolta nel passato, e mai come oggi, gli umani si sono sentiti impotenti a realizzare salvataggi da crisi, o effettivi cambiamenti nelle loro condizioni di vita, si sono rivolti all’interno, ripiegati su se stessi, per trovarvi una via d’uscita che, invece era da trovare fuori. Per evitare la disperazione hanno progettato di cambiare se stessi, spesso indotti a trascurare il macigno che gli piombava addosso da abili religiosi, sette, guru. La situazione che viviamo oggi manifesta tali equivoci e potrebbe suggerire scappatoie del genere. Inevitabilmente, la Storia lo conferma, questo processo porta vantaggi e potere a qualcuno e, soprattutto, risparmia il nemico.

TRANSIZIONE ALLA CINGOLANI E ALLA GRETA

E’ ovvio che un umanofobo antitaliano, come quello che, con la benedizione di una coppia di santi protettori e lo stuolo dei suoi cortigiani, sguatteri e scagnozzi, ci è stato imposto dal covo dei suoi padrini, la transizione ecologica la concepisse in questi termini. Valer a dire sorvolando sull’olocausto di Taranto per meriti siderurgici, petrolchimici e di Base Nato. Non guardando, neanche in tralice la spaventosa concentrazione industriale inquinante di Brindisi che ha fatto passeggiare i suoi bagnanti per trent’anni su una discarica di residui e fanghi tossici profonda sette metri e giunta alle falde.

Mettendosi in tasca anche quanto, tramite gasdotti, destinato alla devastazione di spiagge prodigiose, uliveti secolari, turismo fecondo, coltivazioni pregiati, usi millenari. Moltiplicando in mare mostri di ferraglia alti come palazzi di otto piani che svuotano di pesci, inquinano, erodono le coste, distruggono tutta un’economia costiera e poi, esaurite perforazione ed estrazione, restano lì, lapidi a un mondo morto di ecocidio.

L’odio della bellezza vissuta nei millenni e celebrata dalla Storia e l’odio della salute, anzi, della vita (degli altri), evolutisi via via di regime in regime – democristiano, consociativo, ulivista, del parassitismo tecnocratico, fino all’attuale bio-tecno-totalitarismo – ha fatto alla Puglia quanto si racconta in questo “Mondocane”. E molto di più, lì e ovunque questo “Belpaese” custodisse, grazie all’avvedutezza di generazioni, bellezze preziose, delicate, vulnerabili, insostituibili. Arterie d’Italia.

Come oggi con intrugli venefici infieriscono sulle genti e sul loro futuro tramite manomissione addirittura dei bambini, secondo tradizione monoteistica, così questa stirpe ha infierito su natura e territorio, la casa dell’uomo e di tutti i viventi. Vogliono un mondo di senzatetto accampato tra stracci ai piedi dei loro templi. Mostri i cui vapori venefici incidono sull’orizzonte il vaticinio: “Morirà tutto, morirete tutti”. Tranne i loro resort di plastica e muraglie spinate. Quando le ciminiere saranno sostituite dal Metaverso virtuale,  dove si vorrà far smarrire un’umanità digitalizzata, quanto riemergerà di remunerativo da devastazione e saccheggio, sarà tutto loro.

Metaverso

Così i luoghi creati nel corso degli evi dalla Natura, soffrendo, lavorando, godendo, quelli prodotti dall’intima intesa tra umani e altri viventi, forse saranno liberati da strutture immonde e scorie letali e rinasceranno a beneficio di coloro che li avevano distrutti o uccisi. Al resto, a noi, un efficiente visore che sostituirà la mascherina nichilista e ci introdurrà nei viali dell’immaginario. E nella gabbia allestita per sollecitare la nostra felicità tramite ininterrotti flussi di serotonina, saremo transumani affascinati dall’immaginario creato dalle intelligenze artificiali del Terzo Millennio.

Hanno incominciato a toglierci la memoria. Niente Storia, intimano. E chi aveva vissuto all’ombra dell’Ilva di Taranto, del carcinoma inquinante di Brindisi, dell’Italia appenninica e padana squarciata da oleo- e gasdotti, degli impianti tossici addosso al miracolo della Laguna, della Valsusa ridotta a inutile tubo nero per ferraglie, delle rive omeriche di Siracusa trasformate in una metastasi fossile di cento chilometri, della riviera dei fiori incastrata tra fabbriche d’armi, discariche mortali e mostruosità siderurgiche, della Sardegna, identità ineguagliabile, cannoneggiata e ferita da cinque poligoni dei giochi di morte…  chi da tutto questo s’è visto avvelenare sguardo, sangue e vita, senza memoria nel nuovo mondo parallelo non avrà neanche la consolazione del rimpianto.

N.B. Amici, qui non si tratta di luddismo. Qui si tratta, prima di dissolversi nel mondo del Metaverso, promesso da Klaus Schwab e annunciato da Mark Zuckerberg, sapere che della rivoluzione industriale e del capitalismo sono rimaste macerie per noi, e trilioni per i manovratori. E che forse si poteva “progredire” diversamente.

Sono quei trilioni che dovrebbero permettere ai loro profittatori di programmarci per un mondo di zucchero filato, da loro disegnato, che noi pagheremo e dal quale continueranno a trarre profitto, come da quanto è rimasto fuori, magari bonificato per loro.

Proviamo a scalciare prima che ci arrivi in faccia il tampone. Di cloroformio.

Fulvio Grimaldi – 16 dicembre 2021

https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2021/12/siete-belli-siete-bravi-siete-svegli.html

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