Sullo sciopero Cgil-Uil del 16 dicembre

Da quando Cgil e Uil hanno deciso di indire lo sciopero generale per il 16 dicembre, invece di considerare la nuova situazione politico-sindacale che si è venuta a creare si è sviluppato un coro di critiche, a destra come a sinistra, su cui bisogna fare chiarezza per poi dare un giudizio oggettivo.

A destra è venuto l’attacco più feroce, non solo dal blocco salviniano, ma anche da parte dei giornaloni di regime che valutano lo sciopero generale del 16 dicembre come un delitto di lesa maestà contro Draghi e il governo dei migliori. Sicuramente, anche se non ci fosse Draghi al governo, uno sciopero generale verrebbe considerato uno scandalo dal momento che il sistema liberista si era abituato da anni a non assistere più a eventi del genere.

Senza voler anticipare i fatti, non escludiamo neanche che Landini e Bombardieri si pentano in corso d’opera e cambino programma, ma ormai il dado è tratto e la situazione si è messa in movimento, tanto che anche la commissione di garanzia sugli scioperi è intervenuta per condizionare la scelta confederale cercando di ostacolarla. Lo sciopero potrà anche avere un effetto ridotto, dal momento che la sanità è esclusa, per ragioni evidenti, ma lo sono anche i trasporti e per ultimo le poste e il servizio dei rifiuti. La scuola poi ha scioperato il 10 ed è andata già in piazza e la Cisl rema contro.

Ma allora come posizionarsi su questo sciopero? A sinistra c’è stato il solito coro di critiche sul fatto che la Cgil e la Uil non sono credibili e hanno, cosa vera, una posizione consociativa sulle questioni contrattuali. Se dovessimo decidere solo su questa base il nostro giudizio non potrebbe che essere severo. Nel caso però dello sciopero generale del 16 non dobbiamo cadere nel paradosso di guardare solo il dito quando questo indica la luna. Si tratta infatti di capire che il 16 dicembre centinaia di migliaia di lavoratori sciopereranno e scenderanno in piazza su pensioni, fisco, precarietà, delocalizzazioni e questi obiettivi sono anche i nostri. Sicuramente la gestione di questi obiettivi non sarà quella che noi possiamo desiderare ed è per questo che invece di limitarsi alle critiche bisogna prendere una posizione attiva per condizionare gli avvenimenti.

Sappiamo che non sempre questo è possibile. Spesso i confederali ci hanno abituati a manifestazioni di facciata, prive di contenuti. Questa volta però la rottura col governo su questioni che oggettivamente ci interessano, ferocemente stigmatizzata dai media di regime, deve indurci a ben valutare l’evento e, in piena autonomia, non solo a partecipare, ma anche a fare in modo che i lavoratori che si accingono allo sciopero siano correttamente orientati dalla nostra propaganda in tutti i luoghi di lavoro: unità coi lavoratori e chiarezza sugli obiettivi, cercando sulle cose concrete di avere uno spirito unitario e rafforzando la coscienza e la volontà di lotta. La battaglia contro questo governo e contro la sua linea liberista è solo agli inizi e bisognerà attrezzarsi per le prossime lotte, con intelligenza, evitando di fare le mosche cocchiere che servono solo a creare sfiducia.

Aginform
11 dicembre 2021

 

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