Verso una moda etica, Giorgio Armani abbandona la lana d’angora

“Sono lieto di annunciare l’eliminazione della lana d’angora da tutte le collezioni del Gruppo, a testimonianza di un impegno tangibile per il controllo delle proprie produzioni rispetto alla tutela del mondo naturale. Credo da sempre nell’innovazione e nella ricerca di nuovi materiali e di metodi innovativi per il trattamento delle materie prime tradizionali”, dichiara Giorgio Armani per annunciare la fine dell’utilizzo della lana d’angora per tutte le collezioni delle sue linee a partire all’autunno-inverno 2022/2023, aggiungendola all’elenco dei materiali esclusi dalla propria animal-free policy, come la pelliccia animale.

Il pelo lunghissimo e molto morbido del coniglio d’Angora è stato spesso usato per ottenere una lana estremamente soffice. Purtroppo però i capi derivanti dal pelo dei conigli, nascono a seguito di operazioni cruente: gli animali vengono immobilizzati su assi di legno e il loro pelo strappato a mani nude. Risultato finale: queste povere creature restano moribonde, in piena agonia.

Non si è mai parlato così tanto di moda sostenibile come attualmente. Fortunatamente, i consumatori sempre più consapevoli ed esigenti non si accontentano più di capi belli da indossare, ma desiderano anche sapere come tali vengono prodotti e assicurarsi che i modi di produzione non contribuiscano a infliggere crudeltà e morte agli animali, a deteriorare le condizioni ambientali del pianeta e le condizioni lavorative del personale addetto alla produzione.

“Anche i grandi brand dell’haute couture si stanno sempre più muovendo nella direzione della moda etica e sostenibile. L’annuncio della maison Armani rappresenta un ulteriore traguardo frutto del dialogo con le associazioni animaliste. Per molti anni gli attivisti dell’Associazione Nazionale Animalisti Italiani hanno protestato davanti alle case di moda principali con i guanti sporchi di sangue, mostrando tutto l’orrore di “indossare un cadavere”. È tempo di evolverci nel rispetto del pianeta e di ogni essere vivente”, conclude Walter Caporale, Presidente Animalisti Italiani.

2 Dicembre 2021

 

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