Fulvio Grimaldi: “Quelli che… si sono persi la libertà”

E’ passato il rullo compressore e, da dietro la mascherina, non l’hanno visto

QUELLI CHE… SI SONO PERSI LA LIBERTA’ 

Dai comunisti ai No Tav, sinistre senza rivoluzione

di Fulvio Grimaldi – 26 novembre 2021

 

Asterischi

Frecce Tricolori nei cieli della patria a festeggiare il Trattato del Quirinale tra Italia e Francia che, lungo la linea inaugurata da Mario Draghi trent’anni fa, vende l’Italia e i suoi beni (oggi:asset) a padroni e sottopadroni. Nessun parlamentare, nessun cittadino, nessun costituzionalista a difesa della sovranità nazionale, ha potuto vedere anche solo la copertina del Trattato. A che servirebbe, quando a decidere per il bene generale si uniscono criminalità organizzata ufficiale e criminalità organizzata ufficiosa..

Siringhe dai cinque ai dodici anni

Nella giornata contro la violenza alle donne, il via di regime alla violenza delle donne e degli uomini contro i bambini.

Buoni e cattivi

A pronunciarsi contro il buco inflitto all’organismo dei bambini è il delinquente, violatore dei diritti umani, Bolsonaro, presidente del Brasile. A sostenerlo con tutte le sue forze è il migliore del governo dei migliori, Mario Draghi

Vivi e morti

“Se non vi vaccinate, l’anno prossimo sarete tutti morti” (Jens Spahn, ministro della Salute tedesco). “Grazie al vaccino ci siamo risparmiati 12.100 morti” (notare quel 100), (Ministero della Salute italiano). “I non vaccinati provocano la morte degli altri” (Sergio Mattarella, presidente, Mario Draghi, premier). Intanto in molti paesi i morti vaccinati superano i morti non vaccinati (Irlanda, Gibilterra, Vermont, Israele, Portogallo….). Come era nelle previsioni/intenzioni di Bill Gates quando, nella sua simulazione della pandemia, a tre mesi dalla proclamazione dell’emergenza da parte dell’OMS, annunciava 20 milioni di morti. Quando l’OMS ritenne di proclamare l’emergenza virus, i morti nel mondo erano questi.

Trattato del Quirinale: verso la Repubblica presidenziale

Firmato tra Capi di Stato in mattinata e rivelato a ministri, parlamento, stampa e cittadini solo nel pomeriggio, il trattato tra Francia e Italia, caratterizza la proposta di regime democratico coltivato da Draghi e dalle sue vallette. Detto sapientemente “del Quirinale”, dopo averci legato ai nostri Gran Maestri di Nato e UE, ora ci rende terreno di gioco della Francia, che è il primo investitore in Italia, mentre l’Italia è solo l’ottavo investitore in Francia. Sulle direttrici del NOM, genere, diritti umani, dittatori, mercato detto transizione ecologica, spazio, terra mare, penderemo dal cornicione dell’Eliseo. Sul piano militare si perfezionerà il nostro ruolo di subappaltatori del colonialismo francese in Africa e altrove. E ci faremo mandare ovunque a combattere il “terrorismo” Ma tutto questo non conta. Conta che hanno tagliato fuori governo e parlamento e, quando sarà al Quirinale, dato il precedente, Draghi la geopolitica la farà lui. Governo e parlamento metteranno il timbro, sempre che ancora ci siano.

Libertà vo cercando che è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta

Nella puntata di Sancho XI, allegata, non abbiamo fatto in tempo a parlare del passo decisivo verso il controllo totale e totalitario connesso ai provvedimenti poi approvati dal regime Draghi nell’unanime(!) CdM di mercoledì scorso. Un provvedimento in linea con quanto la controfigura Conte, prima, e poi il protagonista vanno portando avanti sull’onda – seconda, terza, quarta, quinta, infinita, della plandemia innescata da una voglia di tirannia assoluta. Dittatura senza fronzoli liberali, perseguita da secoli e che ora si ritiene realizzabile con  i nuovi strumenti tecnologici e psicofisici. Proveremo ad occuparcene nella prossima puntata che a questo tentativo di dittatura globale e transumana sarà dedicata.

Nell’intervista di “Sancho” allegata, si parla del più e del meno plandemiano (più più che meno), ma si fa anche un accenno a chi lascia la sua valle alla mercè delle belve e va ad accogliere i curdi a Napoli. Il che ci permette di tornare su un argomento che se non fosse tragico, sarebbe comico: cos’è successo, nella congiuntura epocale che l’umanità sta vivendo, a coloro che si dichiaravano di sinistra, sinistra radicale, addirittura comunisti? C’è una piccola figura di donna anziana, ma vispissima, appena reduce dal carcere per aver condotto una lotta ventennale sacrosanta, condivisa da tutti i giusti in Italia e fuori, ispiratrice di coscienza politica, coraggio di azione e consapevolezza di come tutto si concentri in una valle: dominio e resistenza, guerra e pace, ecologia e devastazione, ragione e dissennatezza, capitalismo e rivoluzione. Una donna che mi ha ospitato, accompagnato, istruito e che ancora considero mia amica.

 

Rettiliani, rettili veri, e rettili transustanziati

Non voglio essere confuso con i rettiliani, che valgono i terrapiattisti e gli ufologi e tutta la manica di esoteristi che inquina la rivolta popolare contro l’esistente. Però, amici, i rettili velenosi ci sono e, al netto del massimo rispetto per quegli animali, dei quali abusiamo nelle metafore, sono proprio la più calzante metafora di coloro che si sono avvicendati alla guida della zattera della Medusa da una trentina d’anni. Abbiamo cominciato, negli anni ’90, tempo in cui dal nido di serpenti ha fatto capolino l’attuale premier. Fino a Monti, abbiamo subito un ininterrotto assalto di rettili. Ricordate? C’era il crotalo, il rospo velenoso, la vipera. E di morso in morso, calavano le nostre difese immunitarie. Con l’uomo della Bocconi  ci siamo trovati alla mercè del capostipite dei grandi rettili e, in incalzante crescendo, ci è stato iniettato il veleno del cobra, del serpente a sonagli, per poi finire tra le spire del serpente Boa, vicini al soffocamento.

Tutto questo i nostri eroi della Valsusa avevano capito che si era concentrato in un treno tanto idiota quanto devastatore. La loro comprensione, però, si è bloccata davanti al Boa Costrittore. Quando alla loro festa annuale in Valle, nell’estate scorsa, sono accorsi, come d’antica abitudine, migliaia di seguaci e sostenitori di questa avanguardia politica, si sono trovati davanti a una moltitudine di mascherinizzati, distanziati, vaccinati, greenpassati. Un hub di Figliuolo, altro che festa No Tav. E si sono visti respingere con ira e disprezzo perchè di quei “dispositivi di protezione personale” privi.

Da quelle parti sono passato e ripassato, insieme anche a Nicoletta Dosio e Alberto Perino. Ho visto le barricate, la militarizzazione di una valle, le mazzate ai generosi e giusti, il coraggio di una popolazione. Ci ho girato un documentario “Fronte Italia, partigiani del 2000”. E ho riflettuto.

Come è stato mai possibile che costoro non capissero come quelli che impongono mascherine e intrugli fossero gli stessi che da decenni si accaniscono a imporgli voragini nelle montagne, botte e prigione, sozzerie, inquinamenti, morìe nella valle, a strappargli l’anima. Ciechi al punto dall’avere anche perso la bussola internazionalista, già a loro tanto cara, e andare a celebrare emissari di un milizia curda che, per potersi mangiare terre e bene altrui, s’è venduta agli invasori statunitensi e gira per i social brandendo bandiere israeliane, USA e saudite.

Libertà, liber…cosa?

Credo di aver trovato la chiave del rebus. La libertà. Oggi è in gioco la libertà. Cioè la posta massima della vita, quella per la quale i migliori dei nostri padri  hanno accettato anche la morte. E oggi l’accettano tanti popoli aggrediti, a partire dai siriani. E’ che c’è un peccato d’origine, connaturato ai tempi. Qual’era l’urgenza massima dei popoli guidati dai partiti comunisti, che poi se ne sono fatti una ragione, da Stalin a Toglietti e via via giù per li rami? Non era la libertà. Era l’unità, la compattezza, la disciplina, il blocco di granito per frantumare i fortilizi della borghesia. Il suo sfruttamento, la sua oppressione.

Questa cosa si è sedimentata nel DNA ideologico di certi comunisti, lontani, dunque, dalla dialettica sia marxista che hegeliana. Non nei popoli che, in una forma o nell’altra, hanno cacciato il dominatore colonialista, esterno alla patria da anzitutto liberare. Forse i Taliban, gli yemeniti, non hanno grande esperienza di scaglioni fiscali, plusvalore, economia mista. Ma di libertà sanno e, con loro, il popolo che li ha riportati a Kabul. E quella è come la sorgente dalla quale poi sgorgano i fiumi e vanno al mare.

E così, i nostri, sono rimasti appesi a formule imperfette, inadeguate. Il salario? Giusto. Il precariato? Giusto. I licenziamenti? Giusto. Senza capire che se poi dici sì all’operazione pandemia e ai suoi strumenti totalitari, la partita del salario, del precariato, dei licenziamenti, della casa, della scuola, l’hai già persa in partenza. Dato che sono il “virus” e il “vaccino” che tengono tutto insieme e  rendono imbattibile il padrone. Quello qui in basso, vicino, e perfino quello in alto, invisibile. Quello cui tu, cara Nicoletta, hai dato una mano andando ad omaggiarne i mercenari.

 

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