Soccorso in mare negato, morti 75 migranti al largo della Libia

L’Organizzazione per le migrazioni delle Nazioni unite (Oim) ha dato la terribile notizia

Morti 75 migranti

«Questo è il costo dell’inazione», dice Safa Msehli dell’Oim che ricorda come da inizio anno «almeno 1300 uomini, donne, bambini sono annegati nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale».

20 novembre 2021 – Fabio Albanese (La Stampa)

Nel mare davanti alla Libia si è consumata l’ennesima strage di migranti. Ne dà notizia dalla Libia l’Oim, l’Organizzazione per le migrazioni delle Nazioni unite, secondo cui mercoledì scorso una barca con una novantina di persone a bordo ha fatto naufragio al largo di Zuwara, Libia occidentale, provocando «almeno 75 vittime». L’Oim dice di avere raccolto le testimonianze di alcuni dei 15 sopravvissuti, recuperati da alcuni pescatori libici e sbarcati proprio a Zuwara.

«Questo è il costo dell’inazione», dice Safa Msehli dell’Oim che ricorda come da inizio anno «almeno 1300 uomini, donne, bambini sono annegati nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale». Un numero enorme, ben più alto di quello registrato in tutto il 2020 quando erano stati 978. D’altronde, quest’anno le partenze di migranti da Libia e Tunisia sono state ben più alte dell’anno scorso mentre il dispositivo di controllo e di soccorso in mare, da anni ormai «arretrato» quasi sotto le coste dei Paesi europei del Mediterraneo, non è sufficiente a prevenire tragedie simili. Appena il giorno prima di questa ennesima tragedia, la nave Geo Barents di Medici senza frontiere in quello stesso mare aveva effettuato il suo terzo salvataggio di migranti in 24 ore, portando a bordo 99 vivi e dieci cadaveri di persone morte asfissiate sul fondo della barca. Tutti sono stati sbarcati ieri a Messina.

Le partenze da Libia e Tunisia, nonostante i continui e spesso brutali interventi delle Guardie costiere di quei due Paesi, non si sono fermate nemmeno in giornate in cui il mare era molto mosso. La Guardia costiera italiana nele ultime ore è intervenuta per salvare diverse centinaia di migranti: il più imponente intervento è avvenuto la notte scorsa una settantina di miglia a Sud Est di Pozzallo, nel mare Jonio in area Sar italiana, dove nave Dattilo, con l’intervento di alcune motovedette arrivate da Sicilia e Calabria, ha preso a bordo circa 350 migranti, tra loro 40 minori, che erano su un peschereccio in difficoltà per le cattive condizioni del mare e perché sovraffollato. Per ore, l’imbarcazione era stata «sorvegliata» da almeno quattro navi mercantili e, dall’alto, da un aereo della Guardia costiera e da uno di Frontex. Un altro intervento è avvenuto a sud di Lampedusa; in questo caso le persone salvate sono 70 e, dice la Guardia costiera, «non risultano dispersi». Potrebbero essere quegli stessi migranti per cui Alarm Phone già ieri aveva chiesto a Malta e Italia di intervenire. Oppure le circa 75 persone per le quali l’Ong Sea Watch aveva chiesto aiuto già giovedì scorso, quando il loro aereo da ricognizione Seabird le aveva avvistate su un barcone, una settantina di miglia a Sud di Lampedusa e che l’aereo ha ri-avvistato oggi, stavolta a una trentina di miglia dall’isola delle Pelagie.

Proprio la Ong tedesca, con la sua nave Sea Watch 4, stamattina ha effettuato il salvataggio di 73 persone; questo porta a 193 il numero di migranti soccorsi negli ultimi giorni dalla nave umanitaria che ha già chiesto per loro un porto di sbarco.

Nel Sud della Sardegna sono arrivate o stanno per arrivare cinque barchini con un totale di 66 persone, quasi certamente migranti provenienti dall’Algeria.

Note: Soccorso in mare negato, alcuni presidi in Italia
https://lists.peacelink.it/dirittiglobali/2021/11/msg00003.html
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Di seguito il testo dell’appello inascoltato dalle Istituzioni

 

Come preannunciato, gli aderenti alle «Veglie contro le morti in mare» si sono subito mobilitati e hanno raggiunto piazze e prefetture per chiedere che i 75 migranti vengano immediatamente soccorsi, come stabiliscono i princìpi della convivenza umana e le leggi internazionali: a Genova, Bergamo, Milano, Napoli, Cosenza, Palermo, Trieste, Roma e Madrid.

Contemporaneamente mail e messaggi sono stati inviati al presidente del Consiglio, ai ministri della Difesa, degli Esteri e dell’Interno: sono tutte persone direttamente responsabili di fornire soccorso.

«75 persone stanno annegando. Che fa, ministro? Non interviene?» si leggeva su uno dei cartelli

Se i soccorsi continueranno a essere negati, i presidi proseguiranno.

 

Ministro Giovannini

Ministro Guerini

Ministro Di Maio

Ministra Lamorgese

Presidente Draghi

75 persone attendono soccorso da 23 ore a 50 miglia da Lampedusa!

Il 17 novembre alle ore 23.00 è stata segnalata un’imbarcazione di migranti in difficoltà al largo di Sabratha. Le autorità sono state allertate il 18.11 alle 16,21 quando era ancora in zona SAR libica. Dalle 22.30 abbiamo avuto la sua posizione nella SAR maltese e abbiamo allertato le autorità italiane e libiche. L’ultima posizione è stata rilevata a 50 miglia da Lampedusa. Le autorità si rifiutano, come sempre, di dare ogni informazione

Ogni elementare principio di umanità e tutte le leggi, nazionali ed internazionali impongono di soccorrere i naufraghi e di accompagnarli in un porto sicuro.

Vi chiediamo semplicemente di rispettare quei princìpi e quelle leggi.

75 persone stanno per affogare o essere riportate nei lager libici

– noi cittadini sappiamo che lei è informato/a

– sappiamo che mezzi e strumenti per soccorrere ci sono

– basta una sua semplice indicazione e tra due ore quelle vite saranno al sicuro

– che fa, signor ministro, interviene?

Noi cittadini sappiamo che  se quelle vite andranno perse, è perché non si vuole salvarle, non perché non si può.

Siamo nelle piazze e nelle case, seguiamo i fatti in tempo reale, le chiediamo di intervenire, di SOCCORRERE di fronte alle piazze italiane ed europee che sono scese in piazza a chiedere e pretendere il salvataggio di chi è in pericolo, in mare e di assegnare loro un POS.

Rita Giacomini, per le veglie contro le morti in mare

 

I PRESIDI IN CORSO

Genova sotto la prefettura, largo Eros Lanfranco
Torino- Piazza Arbarello
Bergamo – Piazza Matteotti
Milano – Piazza della Scala
Trieste – piazza della libertà
Roma – Piazza Esquilino
Napoli – Piazza Plebiscito
Cosenza – piazza 11 settembre
Madrid – ambasciata italiana

Fotografie dei presidi: https://www.facebook.com/Mediterranearescue/posts/939344503353441

I presidi proseguiranno a staffetta ad oltranza, fino a che l’imbarcazione non verrà soccorsa

Per saperne di più:

https://www.facebook.com/Le-Veglie-contro-le-morti-in-mare-108403021503985

scrivi a: leveglie21@gmail.com

info: Rita Giacomini 3922770522, Luciana Negro 3400569516, Norma Bertullacelli 3473204042

 

Soccorso in mare negato: in corso prèsidi per… – La Bottega del Barbieri

 

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