Fulvio Grimaldi: “Il silenzio degli innocenti (e degli annegati)”

Nel regno di Erode e dei taxi di mare. Totalitarismo all’antifascista

Sancho #8 II stagione – Fulvio Grimaldi – MIGRAZIONI: DAL COLONIALISMO ALLA GLOBALIZZAZIONE

“Quando tu sai tutto del tuo governo, siamo in democrazia. Quando il governo sa tutto di te, siamo in dittatura”.

La piovra e il suo tentacolo migrazioni

Nella puntata di “Sancho” analizziamo le migrazioni. Chi le gestisce si vale di strumenti finanziari e input politico-mediatici delle stesse fonti di altre operazioni complementari. Sradicamento e deportazione sono uno degli strumenti principali, accanto al conflitto donna-uomo, alla caccia ai “dittatori”, all’ “antifascismo”, al terrorismo terapeutico, climatico, militare, alla promozione “LGBTQIA+, o ai “diritti umani”, utilizzati dai globalizzatori per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale.

Su questa vera tratta degli schiavi, segnata dal più razzista e ipocrita dei colonialismi, che manipola i credenti col suo umanitarismo d’accatto, abbiamo poco da aggiungere. Se non che mai come in questi anni del fasciocolonialismo anche interno, diretto contro la propria popolazione, si è assistito a un tale sforzo di obliterazione di identità storiche individuali e collettive al fine della smaterializazione di Storia, società, rapporti, corpi, vita.

Ed è insuperabile anche il cinismo di chi trasferisce la responsabilità del “cimitero del mare” su persone che, anche per motivi non proprio altruisti, si oppone allo spostamento di popolazioni. Deportazioni indotte dai sicari delle ONG e di cui poi il costo è scaricato unicamente su partenti e riceventi. Comprese le nuove grandi mafie e le destabilizzazioni sociali e culturali. E’ qui che funziona il silenzio degli innocenti, gli illusi e truffati cui è negato poter rivelare attori e meccanismi.

Un uomo, una nazione, tra schiavitù e libertà

Negli ultimi giorni abbiamo visto concretizzarsi, per chi non ne avesse ancora percepito il fetore, la stretta irreversibile della tirannia su individui e comunità. A Trieste e poi in tutto il Friuli leghista, hanno utilizzato un focolaio del morbo, quello che si manifesta dopo circa 12-14 giorni dal contagio, per farci rivivere l’Achtung Banditen! di tempo fa. E’ il caso della Barcolana, con decine di migliaia di assembrati a Trieste dal 1 al 10 ottobre, Ma non era la festa dei sanissimi velisti di mezza Europa il pretesto per la chiusura degli spazi pubblici al pubblico. Lo erano gli infettissimi portuali, assembrati al porto e in piazza, molto dopo, in tempi non utili per un focolaio. Il pallottoliere, per date e numeri,, dei virusiani funziona così.

Barcolana, niente mascherine, niente distanze, ma niente focolaio. Ovvio, non erano NO-Green Pass

Così il Friuli s’è fatto orgogliosamente laboratorio del laboratorio italiano. Un laboratorio storico e mondiale per la riduzione del cittadino a insetto kafkiano. Ce lo godiamo e ne andiamo orgogliosi. Proprio giorni fa, ce l’ha confermato il quotidiano più vicino al Potere Vero Globale, il Washington Post (nelle cui redazioni guaiscono botoli come il Corriere della Sera o Repubblica). Il quotidiano caro al Deep State esprimeva addirittura stupore, non si sa se ammirato o atterrito, per il grado di privazione di diritti e somministrazione di pene che le cavie di questo laboratorio sono disposte a subire.

Prima al Porto di Trieste e poi, via via, per l’Italia e fino a Piazza del Popolo in questo laboratorio si è aperta una falla. E ne è uscita un po’ di gente. Prima quella con la casacca gialla, poi un sacco vestita da passeggio, poi, per riproduzione da contagio di salute mentale, decine di migliaia, centinaia di migliaia, milioncini. Invisibili alla stampa, oberata dalle immagini di sindacati che il laboratorio aveva detto a dei teppisti di sfasciare, di cortei climatici, di Gay Pride improvvisati e rancorosi. Julian Assange, in procinto, di essere ucciso, o a Londra, o negli USA, ci spiega questo tipo di giornalismo.

Ma volete che il papa non risponda?

Tra tutti costoro che asseriscono di “non mollare”, è uscito un omino, di quelli originali col giaccone giallo, che non mollano mai, e s’è messo seduto su una panchina di marmo, dietro a un banchetto, a Piazza del Popolo, in attesa che gli dessero la risposta che un governo dalla correttezza e trasparenza ineguagliabili (è o non è un laboratorio?) gli aveva promessa. Per una data precisa, il 19 ottobre, poi il 21, poi basta. Una promessa addirittura di livello ministeriale, super-onorevole!

Passate quelle date, Puzzer, umanamente indulgente per questa dimenticanza di un governo che sicuramente aveva altre gatte (no-green pass?) da pelare, ha pensato bene di collocarsi in vista, 400 metri, di chi la risposta gliela doveva. Così, sebbene con poco garbato ritardo, si sarebbero ricordati,. Qui si trattava del portavoce di un bel pezzo del paese, mica no.

(Per inciso, si è trattato di una delle più intelligenti, significative e anche commoventi espressioni di resistenza civile mai viste in nessun paese.)

In attesa della risposta promessa dai suoi rappresentanti, Puzzer non ha trascurato – non si sa mai – di rivolgersi a istanze più alte e nobili, che sicuramente avrebbero onorato la domanda, anche perchè condivisa da milioni in tutto il mondo. E così aveva messo giù qualche sedia. I grandi avrebbero messo immediatamente rimedio, forti della loro rispettabilità, autorevolezza, e democrazia: il papa, il presidente russo, quello statunitense, quella UE e via ricorrendo. Ubi major, minor cessat!

Riconoscendo l’assoluta dignità e urgenza della questione sollevata da una panchina di Piazza del Popolo, sovrani e presidenti stavano per chiudere le valigie e precipitarsi nella piazza sulla quale guarda di soppiatto il Caravaggio e, girando lo sguardo a 360 gradi, l’obelisco di Ramsete II. Li ha prevenuti la questura di Roma. La stessa così solerte, giorni prima, ad assistere la teppa nera nel trovare la location della CGIL

Tre sedie, un tavolino: Manifestazione non autorizzata!

Hanno acchiappato il portuale, se lo sono portati in questura e, per farlo sentire a suo agio, dato che è considerato eroe nazionale, ve l’hanno inchiodato per 5 ore, per tirargli fuori una confessione tipo streghe di Salem. Fallito il tentativo, l’hanno messo sul treno, gli scortatori di distruttori neri della Lamorgese. Con tanto di DASPO, quello che si commina a gente che prende a sprangate giocatori o tifosi avversi. Ma anche a persone per bene che fanno domande.

E dalla notte sparirono le ultime stelle.

Vado per le spiccie, ma interessanti: c’è perfino di peggio

Noam Chomsky, il mito della sinistra mondiale, ha dichiarato che “chi non si vaccina, non merita di ricevere cibo“. Chi l’avrebbe detto che si vedeva di nascosto con Burioni. Ha anche confermato la sua lealtà eterna a Israele.

Inizia la rappresaglia della metà dei cittadini USA, da Biden definita “terroristi interni”, al furto della vittoria di Trump e alla farsa CIA-FBI dell’assalto False Flag al Capitol Hill. Stravittoria del candidato governatore repubblicano in Virginia, storica roccaforte Democratica. E formidabile avanzata di candidati repubblicani in New Jersey e altre amministrazioni. Alle legislative dell’anno prossimo ci si aspetta la vendetta. Io non tifo per nessuno che arrivi da quel paese e faccia politica. Ma chissà se l’usurpatore, addormentatosi all’inaugurazione del COP26, fattosela sotto in Vaticano e che nel primo pomeriggio non si ricorda cosa aveva mangiato a pranzo, si è accorto della nemesi.

“Era meglio (farli) morire da piccoli

Siamo all’infanticidio di massa. Mentre la miglior parte della scienza medica e pediatrica, genitori, fratelli, sorelle, nonni di tutto il mondo, gridano perchè si risparmi ai bambini dai 5 agli 11 anni, l’imposizione Pfizer, qui virologi da tre palle un soldo, tirano dritto. Pfizer ha chiesto l’autorizzazione alla FDA. E che fa la FDA quando glielo chiedo la Pfizer? E che fanno l’EMA europea e l’AIFA italiana quando l’hanno fatto la FDA, la CDC e Fauci? Fanno anche loro, prima di subito. Vale per la terza dose (a rimediare per i disastri e gli esaurimenti precoci delle prime due), come la mezza dose ai fanciulli. Anche se mezza, l’effetto voluto lo fa.

Non garantiscono per loro gloriosi ed efficientissimi conflitti d’interesse? Non è passata la FDA sopra a test definiti assolutamente scandalosi da scienziati interni della ditta (subito licenziati), con campionamenti per i test in misura risibile e nessunissimo controllo sui soggetti a seguire ? Per cui del monodose Johnson& Johnson si scopre dopo quasi un anno che monodose non è che chi se l’è fatto a maggio, a luglio già era scoperto come un verme.

Ma chi sono l’EMA e l’AIFA per alzare il ditino su una roba che sta bene alla FDA e a Fauci? E soprattutto agli ufficiali pagatori di Big Pharma? Anche perchè, quel ditino, gli verrebbe troncato all’istante da Ursula, con Pregliasco che pulisce l’accetta. Agli innocenti è riservato il silenzio.

Da Novara a RAI TRE si scatena il male

Il mio vecchio collega al TG3, in “Report” si permette l’occasionale giro di valzer con una qualche piccola verità di passaggio, pur mantenendo ai piedi le scarpe da cerimonia collaudate dalla nota Gabanelli (s’è visto in un indecente assalto ai NO TAV). L’altra sera ha debordato, esternando un sospetto (riverberato da una camera dell’eco grande come il mondo) di ricerca del profitto – “business” – nelle manovre Big Pharma sulla terza puntura. Come ha osato! Quando i soli Pfizer e Moderna, tra sovvenzioni pubbliche e utili forniti dal rimbecillimento da peste, entro l’anno avranno messo via appena 94 miliardi di dollari.

Ludibrio ed esecrazione, sacrilegio e anatema di tutta una nazione di “antifascisti”. Antifascisti felici, con le manette psicodigitali e i ceppi socioeconomici ai piedi. Come la storia di Novara, dove alcuni manifestanti contro il totalitarismo biopolitico e necropolitico in atto, hanno offeso una cricca di antifascisti tutti chiacchiere e distintivo PD, ricordando il totalitarismo d’antan che il nostro va perfezionando.

Antifascismo? Diritti umani? Nella neolingua sono il contrario.

FULVIO GRIMALDI (4 novembre 2021)

MONDOCANE (fulviogrimaldi.blogspot.com)

Sancho 8 II stagione – Fulvio Grimaldi – Migrazioni: dal colonialismo alla globalizzazione

https://t.me/RealGenFlynn/1131 godetevi questa prova della mendacità e cialtroneria dei governanti mondiali assembrati nella Nuvola di Fuksas. E poi riconsiderate la vostra museruola

 

L’articolo Fulvio Grimaldi: “Il silenzio degli innocenti (e degli annegati)” proviene da AmbienteWeb.

Powered by WPeMatico