[n p c i] 17° anniversario della fondazione del (nuovo)Partito comunista italiano

Per avanzare nella rivoluzione socialista bisogna combinare in maniera giusta il ruolo specifico svolto dai membri del partito comunista e la mobilitazione e organizzazione delle masse popolari!

Appello a tutti quelli che vogliono porre fine al catastrofico corso delle cose che la borghesia imperialista ha imposto e ancora impone nel nostro paese e nel mondo a seguito 1. dell’esaurimento della prima ondata (1917-1976) della rivoluzione proletaria sollevata in tutto il mondo dalla vittoria dell’Ottobre 1917 in Russia e dalla costruzione del socialismo nell’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin e 2. dello sviluppo a partire dagli anni ’70 della seconda crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale.

Nella Risoluzione datata 3 ottobre 2004 la Commissione Preparatoria del congresso di fondazione del (nuovo)Partito comunista italiano dichiarò conclusa la fase preliminare alla costruzione del partito e aperta la fase del consolidamento e rafforzamento del partito, benché non avessimo potuto tenere il congresso di fondazione: il primo congresso del (n)PCI lo abbiamo tenuto nella primavera del 2010, ben dopo la pubblicazione nel 2008 del Manifesto Programma del (nuovo)Partito comunista italiano.

La celebrazione del 17° anniversario è l’occasione per fare il bilancio del consolidamento e rafforzamento del partito a livello nazionale e per ogni suo organismo nella propria zona operativa.

La lentezza del consolidamento e rafforzamento del partito è la causa della lentezza con cui la rivoluzione socialista avanza in Italia: noi soffriamo (il movimento comunista cosciente e organizzato (MCCO) italiano soffre) ancora di alcuni dei limiti che nei paesi imperialisti hanno impedito la vittoria della rivoluzione socialista nel corso della prima ondata: egualitarismo (“fare come le masse popolari”, “siamo tutti eguali”) e partito comunista di massa sono tra questi limiti. Dobbiamo superarli.

Il bilancio del consolidamento e rafforzamento del (n)PCI è di grande attualità per l’opera che stiamo compiendo. Infatti oggi esso si combina con la tensione crescente tra le Forze Soggettive della Rivoluzione Socialista del nostro paese alla costituzione del partito comunista: molti sono i promotori e fautori di “costituenti comuniste”. Su questa tensione noi interveniamo e dobbiamo intervenire 1. promuovendo l’unità d’azione nel sostegno alla resistenza spontanea e alle lotte delle masse popolari e 2. promuovendo il dibattito franco e aperto sulla concezione del mondo, sul bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria, sull’analisi del corso delle cose e sulla linea per far avanzare la rivoluzione socialista. Dobbiamo invece combattere con fermezza l’aspirazione a unire organizzativamente in partito comunista quelli che sono comunisti solo perché tali sinceramente si sentono e si dichiarano. Questa aspirazione anche se perseguita in buona fede è sterile e disperde forze e risorse. Condividiamo in proposito le argomentazioni di Paolo Spena (Fronte della Gioventù Comunista) contro i fautori della “unità identitaria” dei comunisti (vedi La questione comunista oggi, 30 anni dopo Rifondazione, in Senza Tregua 28.02.2021).

Il partito di massa è una componente indispensabile del movimento comunista cosciente e organizzato (MCCO). È un ottimo strumento per mobilitare e organizzare le masse ed elevare il loro livello contrastando il regime di controrivoluzione preventiva: esso si avvale di quanto resta del diritto, in Italia strappato con la vittoria della Resistenza 1943-1945, a partecipare alla lotta politica e alla gestione della società, appannaggi della borghesia. Nei paesi imperialisti la borghesia non è in grado di esercitare il suo dominio sulle masse popolari basandosi principalmente sulla repressione: dobbiamo approfittarne.

Il partito di massa diventa invece una deviazione paralizzante se è trattato come partito comunista, cioè come Stato Maggiore della rivoluzione socialista. Il partito comunista deve essere una schiera organizzata di individui capaci di distinguersi intellettualmente e moralmente dalle masse popolari e assurgere al ruolo di capi della rivoluzione socialista della quale le masse popolari hanno bisogno e della quale proprio grazie all’opera del partito comunista diventano protagoniste. L’opuscolo di Plekhanov Il ruolo dell’individuo nella storia illustra la lezione della realtà al riguardo: la combinazione della volontà e dell’iniziativa del singolo con il carattere storicamente determinato e collettivo dell’opera che gli individui devono compiere. Il partito comunista è composto solo di individui che compiono processi di critica-autocritica-trasformazione (CAT) e praticano la riforma intellettuale e morale (RIM).

L’esperienza della prima ondata ha confermato 1. che il partito comunista è la componente del MCCO più difficile da creare ma è il fattore determinante ai fini dell’instaurazione del socialismo (senza partito comunista il proletariato non è in grado di prendere il potere) e 2. che l’unità del partito comunista si basa sull’unità programmatica e sul centralismo democratico.

Il consolidamento e rafforzamento del Partito che abbiamo finora raggiunto non è affatto all’altezza del potenziale sviluppo della rivoluzione socialista offerto nel nostro paese 1. da una parte dalla crisi economica, politica e sociale che la pandemia da Covid-19 (causata dalla persistenza del modo di produzione capitalista e gestita in modo criminale dalla borghesia imperialista e dalle sue autorità) ha aggravato nel nostro paese (e in tutto il mondo) e dalle contraddizioni nella compagine governativa che la borghesia ha messo in piedi con il governo Draghi e 2. dall’altra dallo sviluppo di mille iniziative e mobilitazioni contro il governo Draghi di cui le masse popolari sono protagoniste in tutto il paese: le mobilitazioni operaie – esemplari la grande manifestazione nazionale promossa dagli operai della GKN il 18 settembre a Firenze, la mobilitazione dei lavoratori Alitalia, Whirlpool, ecc., le assemblee in preparazione dello sciopero generale indetto da tutti sindacati di base per l’11 ottobre, le manifestazioni contro il Green Pass che serve solo ad aggravare l’attacco contro i diritti dei lavoratori e delle masse popolari, la lotta del movimento No TAV contro la repressione, l’attivismo dei comitati per la sanità, per la scuola pubblica, per la difesa dell’ambiente (contro il riscaldamento climatico e l’inquinamento) e contro le discriminazioni di genere e tra nazioni e razze.

Sostenere, allargare, coordinare e sviluppare le mobilitazioni di cui la classe operaia, il proletariato e le masse popolari sono protagonisti è il compito di tutti coloro che non vogliono limitarsi al lamento, alla critica o alla declamazione contro l’opera dei capitasti e delle loro autorità, ma intendono contribuire al cambiamento.

Tutte queste mobilitazioni sono oggi oggettivamente accomunate dall’obiettivo di abbattere il governo Draghi, attuatore e continuatore del programma comune dei padroni, dei banchieri e della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti. Tutte queste mobilitazioni devono concorrere alla costituzione di un governo di emergenza delle masse popolari organizzate che noi abbiamo chiamato Governo di Blocco Popolare!

Grazie agli operai e al Collettivo di Fabbrica della GKN di Firenze la lotta per porre fine allo smantellamento dell’apparato produttivo di beni e servizi sta diventando il settore trainante di tutta la mobilitazione delle masse popolari e con questo la classe operaia sta assumendo rispetto al resto delle masse popolari il ruolo che deve essere suo perché la multiforme resistenza delle masse popolari si elevi fino a sfociare nell’instaurazione del socialismo: dittatura del proletariato, gestione pubblica pianificata dell’attività economica, promozione del crescente accesso delle masse popolari alle attività propriamente umane da cui la borghesia, come le precedenti classi dominanti, esclude il più che le è possibile le classi e i popoli oppressi e le donne.

In un modo molto pratico, la lotta degli operai della GKN di Firenze, diretta dal Collettivo di Fabbrica, ha mostrato come fare:

– organizzarsi ed estendere la mobilitazione per mettere fine allo smantellamento dell’apparato produttivo;

– favorire l’estensione e l’elevazione della mobilitazione sviluppando le relazioni, il coordinamento e l’unità di azione tra le varie lotte: dalla GKN alla Whirlpool, Gianetti Ruote, Timken, Alitalia, Stellantis, Embraco, iGuzzini, Riello, ecc.;

– coordinare le lotte operaie con quelle dei lavoratori delle aziende pubbliche (sanità, trasporti, enti pubblici, ecc.) a quelle delle organizzazioni popolari territoriali, ambientali e culturali;

– creare scompiglio nel campo della borghesia fino a cacciare il governo Draghi.

Questa è la lezione della classe operaia, questa è la linea che tutti i comunisti e i lavoratori avanzati devono seguire per sviluppare i risultati delle varie mobilitazioni e iniziative, per incanalare ogni iniziativa particolare e ogni lotta specifica nel fiume della mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari.

Non è la borghesia che è forte: la sua crisi non fa che aggravarsi. Non sono le masse popolari che sono arretrate: esse da una parte subiscono il regime di controrivoluzione preventiva messo in opera dalla borghesia imperialista e dal suo clero ma dall’altra resistono all’eliminazione delle conquiste strappate nel corso della prima ondata e agli effetti sociali e ambientali della sovrapproduzione assoluta di capitale.

Anche le elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre in più di mille comuni tra i quali molte delle principali città del paese (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste…) e l’elezione regionale in Calabria contribuiscono al sommovimento nazionale in corso. Quale che sia l’esito è possibile e bisogna usarle ai fini del rafforzamento della mobilitazione e dell’organizzazione delle masse popolari. L’esito delle elezioni e dei ballottaggi del 17 e 18 ottobre hanno un valore nazionale per il contesto in cui si svolgono. Quanto alla linea particolare da seguire rimandiamo al Comunicato del P.CARC Elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre: analisi e indicazioni di voto, 30 settembre 2021

Ma contribuire a estendere e a rafforzare le lotte delle masse popolari non basta. In questo contesto favorevole all’avanzamento della rivoluzione socialista dobbiamo mettere la massima cura ad evitare che in Italia succeda ancora una volta quello che è già successo più volte: nel Biennio Rosso 1919-1920, nel periodo 1943-1948 e negli anni ’70. La mobilitazione delle masse cresce ma non trova un partito comunista in grado, grazie alla comprensione più avanzata delle condizioni, delle forma e dei risultati della lotta di classe che gli è propria e al legame che esso ha con le masse, di dirigerla a compiere uno dopo l’altro i passi necessari fino ad arrivare alla vittoria. Sono allora forze apertamente reazionarie (un clamoroso esempio lo ha dato recentemente negli USA il gruppo raccolto attorno a Donald Trump che si è giovato degli operai che delocalizzando i capitalisti avevano cacciato dalle fabbriche) o l’ala destra del movimento socialista/comunista che prendono la direzione delle masse popolari e rendono sterile la loro mobilitazione. Nei paesi imperialisti la borghesia ha creato condizioni favorevoli a questa operazione: la vastità dell’aristocrazia proletaria si combina con l’ideologia egualitaria che trascura il ruolo che l’individuo svolge nella storia umana. Assistiamo al paradosso di un movimento comunista che da una parte è caratterizzato dal ruolo determinante che alcuni individui hanno svolto nei movimenti nazionali e nel movimento internazionale (Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao, Kim Il Sung, Ho Chi Minh, Fidel Castro e altri) e che dall’altra non favorisce l’emergere e la formazione di capi ed esalta un’eguaglianza (“fare come le masse popolari”, “siamo tutti eguali”) che non è compatibile con l’oppressione borghese e clericale che le masse popolari subiscono. L’eguaglianza è un obiettivo, non la realtà. Noi comunisti condurremo l’umanità a costruire una società senza divisione in classi e dove ogni individuo sarà formato e spinto a sviluppare al massimo la sua capacità di partecipare alle attività specificamente umane. Proprio per questo dobbiamo prendere atto che oggi non c’è eguaglianza: l’eguaglianza è il risultato della rivoluzione socialista, non il punto di partenza.

Avanti con il consolidamento e rafforzamento del partito comunista!

I comunisti devono rendersi capaci di adempiere il compito di elevare il livello della mobilitazione e organizzazione delle masse popolari, di far avanzare la rivoluzione che farà dell’Italia un nuovo paese socialista e contribuirà alla rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato in tutto il mondo!

Sta a noi comunisti mobilitare le masse popolari contro ognuna delle malefatte dei capitalisti e organizzarle perché si uniscano e costruiscano un proprio sistema di potere fino a diventare capaci di instaurare il proprio governo.

Per questo lotta il (nuovo)Partito Comunista Italiano!

Che quelli che condividono il compito che ci siamo assunti si arruolino!

 

Comunicato CC 29/2021 – 2 ottobre 2021

[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

http://www.nuovopci.it/

 

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