Green Pass e raccolta dati sensibili: perché tanto silenzio?

Uno dei temi fondamentali sul Green Pass che viene accuratamente taciuto è quello relativo alla raccolta di informazioni. E’ chiaro ed evidente che lo stato verrà in possesso di una quantità di dati sulle persone che consentirà di ricostruire reti sociali, abitudini e volendo anche “vizi” e “segreti”. Non è neanche uno sforzo logistico di enorme portata per ottenere questi dati di secondo ordine sulle persone. A quel punto basterà selezionare le persone di interesse su cui focalizzarsi e utilizzare strumenti informatici di IA peraltro facilmente reperibili anche da privati cittadini.

La raccolta di informazioni sulle persone target è il passo propedeutico e fondamentale per creare una rete di delatori, di spie per conto del potere. La lezione in teoria dovremmo averla imparata, perchè è il sistema che utilizzarono la PolPol (Polizia Politica) e l’Ovra al tempo del fascismo. Una volta individuato il target (ovvero la persona da zittire o da far diventare delatore) basterà studiarne le abitudini: amanti, uso di droga, alcol, gioco d’azzardo e chi più ne ha ne metta. E qualora non si trovi nulla sulla persona basterà allargare la ricerca ai familiari: coniuge e figli. E il gioco è fatto per far partire il ricatto con cui farlo diventare delatore della Questura (o ente equipollente, servizi, militari ecc.).

Nel ventesimo secolo per ottenere questi dati era necessario uno sforzo logistico enorme, ma ora con gli strumenti informatici a disposizione non è manco necessario mobilitare chissà che cosa. I dati per fare il primo screening del target li hanno tramite green pass e poi si agisce con gli strumenti ordinari.

Senza citare l’inflazionato 1984 di Orwell mi viene alla mente il personaggio de Le Benevole di Jonathan Littell, Maximilien Aue, arruolato nelle SS con il ricatto di rivelare la sua omosessualità. Oppure, sempre rimanendo sul letterario, ma nel reale, pensiamo a Ignazio Silone, spia dell’Ovra dentro il Partito Comunista, certamente ricattato per qualcosa. Nihil sub sole novum.

Ecco, i signori Draghi e Brunetta si sono guardati bene dal rivelare come utilizzeranno i dati ottenuti dal Green Pass e per quanto tempo saranno conservati. L’unica cosa che sappiamo è che il signor Draghi ha fatto piovere soldi sull’ente Garante della Privacy che è proprio deputato alla salvaguardia della nostra privacy. Guardacaso.

Ma per quale ragione il governo potrebbe essere tentato dal creare una rete di delatori con il ricatto in stile Ovra? Beh, nei prossimi anni non mi stupirei se in Italia ci fossero dei grossi problemi sociali. Lo sfascio causato dalla fantapandemia è enorme e tutt’ora nascosto dalla droga monetaria che la Bce fa entrare nel sistema ma che non può durare all’infinito. Questa gente, in 30 anni ha letteralmente sfasciato un paese ricchissimo. Se le cose vengono fuori per come devono venire (e non mi soffermo sulle motivazioni recondite della fantapandemia e della relativa inoculazione) questa gente non solo ha finito, ma ha finito male.

Hanno tutto l’interesse a creare reticoli di delatori (peraltro il popolo italiano per come abbiamo visto durante il primo lockdown ha di suo un talento naturale: masse di ebeti che chiamavano in questura se vedevano la vicina di casa che usciva “a pisciare il cane”).

Se la strada è questa, e io temo sia questa, si muoveranno per gradi, prima faranno tacere le persone contrarie all’interno dei gangli dello stato (chessò, questori, diplomatici, prefetti, militari, burocrati, accademici), poi passeranno a giornalisti, influencer, intellettuali. E infine, se ce ne sarà il bisogno anche a voi o al vostro vicino di casa. L’infrastruttura è pronta, basta attivarla.

Siamo su una bruttissima china. Sotto ogni punto di vista.

GIUSEPPE MASALA

Green Pass e raccolta dati sensibili: perché tanto silenzio? – Economia e dintorni – L’Antidiplomatico (lantidiplomatico.it)

 

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