[n p c i] I maramaldi e la rivoluzione socialista

Dopo la sconfitta della Comune e il massacro di decine di migliaia dei suoi militanti, Karl Marx scrisse:

Parigi operaia, con la sua Comune, sarà celebrata in eterno, come l’araldo glorioso di una nuova società. I suoi martiri hanno per urna il grande cuore della classe operaia. I suoi sterminatori, la storia li ha inchiodati a quella gogna eterna dalla quale tutte le preghiere dei loro preti non riusciranno a riscattarli.

(30 maggio 1871)

 

Ancora gloria e onore al Presidente Gonzalo e disprezzo per i maramaldi che infieriscono sulla memoria degli esponenti della prima ondata della rivoluzione proletaria!

 

La vittoria in Russia della Rivoluzione d’Ottobre e la costruzione del socialismo in Unione Sovietica hanno sollevato da un capo all’altro del mondo la prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976). Essa ha cambiato la faccia del mondo e impresso una svolta alla storia dell’intera umanità. Chi tratta dell’ultimo secolo della storia dell’umanità deve illustrare meglio che ne è capace il ruolo che la prima ondata ha svolto. Chi non lo fa, non scrive di storia ma ripete, per dovere d’ufficio o per ignoranza, una delle mille storielle diffuse dal sistema di intossicazione e manipolazione delle menti e dei cuori delle masse popolari gestito con dovizia di risorse dalla borghesia imperialista e dal suo clero.

La prima ondata è tuttavia terminata con una sconfitta generale e i paesi socialisti (pochi ma alcuni come la Repubblica Popolare Cinese (RPC), la Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC) e Cuba con un ruolo importante nel sistema delle relazioni internazionali) sopravvissuti al suo esaurimento sono terreno della lotta tra due linee. Sconfitta è stata anche l’impresa tentata dal PCC sotto la direzione di Mao Zedong di contrastare il successo del revisionismo moderno nel movimento comunista internazionale sviluppando nella RPC la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria.

L’epoca di nera reazione seguita all’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria è la conferma meno controvertibile della verità della scienza, fondata da Marx ed Engels, delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia, la scienza arricchita dai protagonisti di quell’ondata, ai vertici dei quali si trovano Lenin, Stalin e Mao.

Nel corso dei più che trenta anni intercorsi tra il sopravvento del revisionismo nel gruppo dirigente dell’URSS (XX Congresso del PCUS, febbraio 1956) e la dissoluzione dell’URSS (1991) che ne fu il risultato, si sono in vari modi sviluppate ed esaurite molte rivoluzioni democratiche antimperialiste di liberazione nazionale, espressioni particolari e concrete della prima ondata in decine e decine di paesi coloniali e semicoloniali: esaurite alcune nel sangue dei rivoluzionari (come ad esempio in Indonesia), altre nell’eliminazione di alcuni dirigenti e nel tradimento di altri (l’esempio più clamoroso è il Sudafrica).

Ai comunisti, oltre ad assimilare il marxismo-leninismo-maoismo, compete oggi il dovere di fare il bilancio dell’esperienza, individuare e superare i limiti nella comprensione delle condizioni della lotta di classe che nel secolo scorso hanno impedito il successo della prima ondata e tracciare la linea della rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato (MCCO) nel mondo verificando ognuno le proprie scoperte anzitutto nel promuovere la rivoluzione socialista nel proprio paese.

Un aspetto secondario ma indispensabile di questo nostro lavoro è denunciare e indicare al disprezzo di tutti quelli che vogliono cambiare il corso delle cose, gli individui che, camuffati da comunisti, nascondendosi negli organismi e nei gruppi del MCCO, denigrano le rivoluzioni sconfitte e i loro promotori, dirigenti e combattenti.

Come esponente esemplare di questa gentaglia indichiamo il prof. Simone Bruscolotti, classe 1979, professore di storia e filosofia a Roma, membro del direttivo nazionale di USB Scuola, collaboratore di Contropiano ed esponente di Rete dei Comunisti, con il suo articolo Perù. Muore in carcere il “presidente Gonzalo” ospitato dal sito Contropiano – www.contropiano.org – il 14 settembre 2021. Ai responsabili di Contropiano fare pulizia nel loro sito, se non condividono l’opera denigratoria e manipolatrice di S. Bruscolotti.

Bruscolotti presenta il suo articolo come “un bilancio critico dell’esperienza di Sendero Luminoso” e classifica tra la gente che fa “necrologi militanti dei rivoluzionari di paesi lontani di cui si conosce poco o nulla” quelli come noi che ricordano e onorano l’attività rivoluzionaria del Presidente Gonzalo perché oltre che promuovere la guerra popolare rivoluzionaria (GPR) in Perù, nel movimento comunista internazionale è stato promotore dell’adozione del maoismo come terza superiore tappa del pensiero comunista: cosa che i comunisti attivi all’epoca hanno potuto constatare senza doversi camuffare da conoscitori del Perù.

Per qualificare la serietà della conoscenza che invece S. Bruscolotti ha della lotta di classe in Perù, basti dire che a proposito del fondatore del marxismo in Perù, José Carlos Mariátegui (1894-1930), afferma che “proprio seguendo le orme del pensatore sardo [Antonio Gramsci] incentrò la sua analisi sulla questione indigena” del Perù (dove all’epoca di Mariátegui l’80% della popolazione era indigena). Mariátegui ha effettivamente soggiornato in Italia tra il 1920 e il 1923, ma è da ricordare che l’opera originale e creativa per cui Gramsci è un nostro maestro inizia con il suo trasferimento a Mosca a fine maggio 1922 e in gran parte si sviluppa durante la lunga prigionia nelle mani dei fascisti (1926-1937) nei Quaderni del carcere noti solo dopo il 1945.

Quanto alla serietà “scientifica” di Bruscolotti e alla sua adesione all’unità teoria-pratica, basti notare che chiama “catechismo”, “teoria abborracciata” e “strategia iperdistruttiva e autodistruttiva” la concezione della lotta di classe in Perù che Gonzalo elaborò e applicò, ma neanche si chiede perché “ebbe presa” come Bruscolotti stesso afferma e come conferma l’accanimento anti-Gonzalo delle autorità peruviane e dei loro padrini USA: rigoroso isolamento carcerario di Gonzalo e contemporanee ripetute diffusioni di appelli di Gonzalo alla resa.

Bruscolotti ovviamente avalla come autentiche le esortazioni alla resa che le autorità peruviane, impegnate in Perù nella campagna per soffocare la guerra popolare rivoluzionaria e reprimere le masse popolari ed esponenti di spicco del “Gruppo di Lima” istituito dagli imperialisti USA per reprimere la rivoluzione in America Latina, dopo la cattura di Gonzalo nel 1992 hanno ripetutamente diffuso nel corso degli anni attribuendole a un prigioniero che tenevano rigorosamente isolato.

Di discorsi alla Bruscolotti ne circolano e ne circoleranno vari, contro dirigenti di movimenti rivoluzionari. È quindi importante educare a valutarli i nostri compagni e chi aspira a comprendere il corso delle cose.

Avanti, compagni! La realtà conferma che la borghesia per prolungare il suo dominio impone un catastrofico corso delle cose! Instaurare il socialismo è la via per farla finita con i mali che affliggono l’umanità e godere delle conoscenze che essa ha acquisito!

 

Comunicato CC 26/2021 – 15 settembre 2021

[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

Comitato Centrale del (n)PCI http://www.nuovopci.it

 

 

L’articolo [n p c i] I maramaldi e la rivoluzione socialista proviene da AmbienteWeb.

Powered by WPeMatico