La nostra storia

1. L'era pionieristica
Spazio Radio nasce sperimentalmente nel 1976, proprio all'inizio dell'era pionieristica del settore radiotelevisivo, ma solo a luglio del 1978 inizia ad irradiare su Roma in maniera continuativa. Bastano un po' di entusiasmo, creatività ed amore per la Radio per realizzare il sogno di essere On Air!
Non esistono ancora apparecchiature tecniche professionali per trasmettere e quindi ci si improvvisa tecnici, costruendo in molti casi personalmente il trasmettitore e l'antenna.
Spazio Radio va in onda per alcuni mesi grazie ad un trasmettitore di un walkie-talkie giocattolo con meno di 1 Watt di potenza opportunamente modificato per operare in banda FM. Successivamente si avvale della "mitica" microspia in FM da 1 Watt, in vendita in scatola di montaggio nei negozi di elettronica.
La programmazione avviene solo per 2-3 ore al giorno.
La scelta della frequenza di trasmissione non costituisce un problema perché la gamma FM è semivuota: si può addirittura cambiarla quotidianamente in base alle esigenze tecniche!
Costituiamo anche una micro-redazione con il compito di realizzare il programma musicale (Disco-Boh), che sarebbe poi andato in onda per tutta la settimana.

2. Il salto di qualità
Dopo alcuni mesi di pura sperimentazione decidiamo di "investire" i nostri magri risparmi nell'acquisto di un trasmettitore FM in scatola di montaggio, completo di antenna del tipo Ground Plane, per sostituire la "microspia in FM" da 1 Watt (che molti pionieri come noi avranno senz'altro utilizzato).
Il costo è quasi proibitivo (90mila lire), ma con un grandissimo sforzo economico riusciamo a portarlo a casa.
Dopo circa una settimana di lavoro per il montaggio del kit (non dimenticandoci dei nostri impegni scolastici) e con l'aiuto morale e tecnico del titolare del negozio di elettronica Marcello Tulli (fondatore dell'emittente televisiva Telestudio), finalmente riusciamo a mettere in funzione il nuovo trasmettitore da 3 Watt!
Dai primi esperimenti on air rimaniamo sbalorditi dall'efficienza dell'apparato: il segnale copre un raggio di circa 2 chilometri!
Praticamente le nostre trasmissioni vengono captate in gran parte della zona sud-est di Roma, dove è ubicata la nostra antenna.
Alla normale programmazione esclusivamente musicale, incoraggiati dai miglioramenti tecnici, dopo poco tempo affianchiamo una trasmissione di pura evasione (We Are The Champions) condotta da Claudio Patrizi e Marcello Cignitti (compagni di scuola), nella quale la musica si alterna all'esibizione di alcuni personaggi di fantasia rendendo piacevole l'ascolto.

3. L'aumento della potenza
La soddisfazione per i risultati tecnici raggiunti dura poco tempo.
La nascita di nuove emittenti portano nell'arco di qualche mese ad un super-affollamento dell'FM e alla conseguente "guerra" per il possesso delle frequenze nella quale solo "il piu' forte" riesce a prevalere.
Veniamo interferiti pesantemente e, non essendoci alcuna legge nel settore radiofonico, siamo costretti ad aumentare la potenza di trasmissione.
Decidiamo quindi di costruire un lineare da 60 Watt, il cui circuito è pubblicato sulla rivista Nuova Elettronica.
La ricerca dei componenti è abbastanza lunga e per alcuni di essi come ad esempio le bobine è necessario autocostruirle.
Si presentano alcuni problemi per realizzare alcune parti del circuito, soprattutto l'alimentatore per il lineare.
Chiediamo aiuto, fra gli altri, anche a Maurizio Del Gatto, che qualche tempo prima aveva fondato la mitica Radio On Off di Roma proprio nell'appartamento sottostante la sede della nostra Radio, ricevendo da lui utili consigli.
Un giorno, nel laboratorio ricavato nella mia stanza da letto, io e il mio amico Stefano Cenciarelli riusciamo (senza volerlo) a far esplodere un condensatore di livellamento a causa di uno scambio di polarità: nel giro di pochi secondi la stanza si riempie di un fumo intenso ed acre a tal punto che si rende necessario aprire la finestra per eliminarlo.
Dopo altri inutili tentativi non ci rimane altro da fare che chiedere aiuto ad un tecnico esperto.
Anche stavolta l'intervento del signor Tulli è determinante, il quale ci indirizza al signor Franco Nocetti al quale affidiamo tutta l'attrezzatura.
Finalmente, qualche giorno dopo, possiamo mettere in funzione il nuovo apparato che, a detta del tecnico che lo ha ottimizzato, ci consente di irradiare il nostro segnale con 80 Watt di potenza!
Non solo. Il signor Nocetti, oltre a riconsegnarci il lineare, ci regala persino una nuova antenna!

4. Quale nuova frequenza?
Le prime prove del nuovo impianto trasmittente da 80 Watt (sebbene solo un quarto della potenza arrivi in antenna a causa delle perdite introdotte da 40 metri di cavo) hanno un risultato soddisfacente, ma lontano da quello ottenuto con una potenza assai inferiore qualche anno prima.
Ormai la gamma FM si è popolata di emittenti che, per prevalere sui vicini di frequenza, aumenta indiscriminatamente le potenze di trasmissione, che in breve tempo hanno raggiunto i 1000 Watt!
Non potendo e non volendo noi adeguarci a questa logica assolutamente irrazionale, decidiamo di ricercare una nuova frequenza su cui trasmettere, mantenendo inalterata la potenza.
Dopo pochi giorni di sperimentazione ci "accasiamo" sui 105,700 MHz, allora "vietati" perchè la banda FM da 104 a 108 MHz non era utilizzabile perchè riservata all'Aeronautica Militare.
Con appena 20 Watt il nostro segnale riesca coprire un raggio di alcune decine di chilometri, raggiungendo persino alcune località situate aldilà delle montagne che circondano Roma!
Soddisfatti del risultato decidiamo di potenziare la nostra programmazione. Diamo vita a "Improvvisazione in diretta" nella quale io e gli amici Stefano Cenciarelli, Paolo Felici e Adolfo La Favia diamo sfogo alla nostra "demenza", senza però tralasciare l'informazione.

5. L'intervento dell'Escopost
Dopo pochi giorni dall'inizio delle trasmissioni sui 105,700 MHz vieniamo "pizzicati" dall'Escopost (ufficio del Ministero PPTT delegato alla vigilanza sulle radiofrequenze) i cui tecnici fanno irruzione presso l'appartamente dove ha sede la nostra radio. Ci contestano, chiaramente, l'occupazione di una frequenza non consentita, con la conseguente disattivazione dell'impianto e pagamento di una multa di 36.000 lire (una grossa cifra per noi studenti del 1982).
Impauriti per le conseguenze dell'ispezione contattiamo il Presidente dell'AEL (Associazione Emittenti del Lazio), Mario Albanesi, per avere da lui rassicurazioni e un aiuto per poter riprendere le trasmissioni.
Grazie ai suoi preziosi consigli riusciamo, dopo alcuni giorni, a riprendere le trasmissioni su una nuova frequenza.

6. L'incontro con l'Associazione Emittenti del Lazio e Radio Tenda
La frequentazione da allora sempre più intensa con Mario Albanesi, uno fra i pionieri dell'etere romano, ci convince a partecipare attivamente alle iniziative dell'A.E.L. (Associazione Emittenti del Lazio) in difesa della libertà di antenna a cui sono iscritte numerose emittenti radiofoniche romane.
Spazio Radio partecipa alle iniziative organizzate dall'A.E.L., fra cui quella "storica" di Piazza San Giovanni con la realizzazione di Radio Tenda.
Radio Tenda è il primo esperimento di interconnessione fra radio locali. Lo studio, ricavato all'interno di un furgone, è collegato 24 ore su 24 con la postazione trasmittente messa a disposizione da Sabino Mariano di Radio Chat Noir. Tutte le radio aderenti alla protesta si agganciano direttamente in banda FM sulla frequenza pilota, realizzando un circuito di informazione di vaste proporzioni che in alcuni momenti della giornata valica i confini della regione Lazio.
Anche noi di Spazio Radio diamo il nostro contributo per la buona riuscita dell'iniziativa realizzando un programma satirico incentrato proprio sui problemi della radiofonia locale, condotto dal sottoscritto e da Fabrizio Angeletti.
Fare Radio, da quel momento, significa per noi anche "lottare" per l'indipendenza e la difesa del diritto ad esprimersi, diritto esteso all'intero settore.

7. L'ingresso a Radio Proletaria
L'adesione all'A.E.L. ci consente di conoscere i colleghi delle altre emittenti.
Molto importante per la crescita della Radio e dei propri redattori è l'incontro con Paolo Pioppi, direttore di Radio Proletaria.
Frequentando i locali della radio situta nel quartiere di Casalbruciato e condividendo le battaglie portate avanti attraverso i suoi microfoni, decidiamo di entrare a far parte del gruppo di redattori-volontari che conducono quotidianamente la radio.
Cinque anni di intenso lavoro e di enormi soddisfazioni dal punto di vista personale, professionale e politico, durante i quali anche la nostra Spazio Radio trae beneficio, arricchendosi di nuove trasmissioni (molte delle quali realizzate da Radio Proletaria e ritrasmesse sulla nostra frequenza).
L'esperienza termina bruscamente nel 1990, a causa di una scissione nel movimento politico che controlla la linea editoriale dell'emittente, che nel frattempo prende la denominazione di Radio Città Aperta. 
Da quel momento riprendiamo ad occuparci esclusivamente alla nostra Spazio Radio.

8. Le concessioni-burla
Nel 1990 viene varata la cosiddetta Legge Mammì che per la prima volta regolamenta il settore radiotelevisivo, fino ad allora tenuto allo sbando dai Governi succedutisi nel corso degli anni per consentire agli attuali "padroni" dell'etere di rafforzarsi e spazzare via le emittenti più piccole a colpi di aumenti indiscriminati e ingiustificati delle potenze di trasmissione.
Questa normativa costringe tutte le emittenti ad effettuare un censimento delle frequenze per poi, in base ai dati forniti, consentire al ministero di rilasciare le concessioni per poter continuare a trasmettere.
Ebbene, la stragrande maggioranza dei titolari di radio e televisioni dichiarano di possedere impianti, potenze e frequenze non ancora attive o con caratteristiche diverse rispetto a quelle operative in quel preciso momento o addirittura postazioni in aree deserte! Il preciso scopo di tali "falsificazioni" è quello di ottenere concessioni da utilizzare in un secondo tempo o farne merce di scambio o di compravendita.
Poco prima del rilascio di tali "concessioni", i Carabinieri sequestrano tutta la documentazione dei censimenti depositati nelle stanze del ministero per controllare eventuali "anomalie". Per effetto di tale "indisponibilità" di documenti viene imposto alle emittenti un nuovo invio delle dichiarazioni per non far ritardare il rilascio delle concessioni.
I "pezzi" di carta senza valore non tardano ad arrivare, ma in breve tempo si assiste all'inspiegabile nascita di nuove emittenti, all'occupazione di frequenze mai utilizzate dai dichiaranti (e nel contempo da anni fruite da altri) e al "fenomeno" di piccole emissioni che poi crescono di potenza. Molte radio e tv che invece non hanno "barato" improvvisamente si ritrovano interferite e impossibilitate a proseguire la propria attività. In molti casi l'entità dei disturbi subiti costringe i titolari a svendere le proprie frequenze proprio agli interferitori-canaglia. Il nuovo Far West delle antenne dopo quello dei primi anni '70, stavolta è stato creato ad arte dai soliti speculatori dell'etere con la inconsapevole (o consapevole?) complicità del Ministero PPTT.
L'operazione concessioni praticamente si rivela una una vera e propria "burla", perchè non garantisce l'uso esclusivo di una frequenza alle emittenti e nè offre la certezza di avere un segnale protetto; nel contempo obbliga tutti i concessionari al pagamento di salatissimi canoni e tasse, nonchè al rispetto di oneri di programmazione così gravosi da sostenere che risulta chiaro il piano del ministero di costringere alla chiusura il numero più alto di emittenti!

9. Spazio Radio interferita
Gli effetti dei censimenti falsi incomincia a provocare inconveniente anche alla nostra emittente.
Spuntano infatti nuove emissioni, inizialmente di debole potenza per poi attestarsi a livelli molto alti, con il preciso scopo di "allinearsi" ai dati stabiliti negli atti di concessione.
Per effetto della legge Mammì il Ministero delle Comunicazioni rilascia la concessione per trasmettere sulla stessa frequenza 92,900 MHz a due emittenti: SPAZIO RADIO e Radio Olimpia. Quest'ultima, che ha chiuso l'attività alcuni anni fa, non arrecava importanti disturbi al nostro segnale in quanto operante in una zona al di fuori di Roma. I problemi invece iniziano quando RAIN - Radio Azzurra Italia Network (in origine Spot Radio) riposizina la propria frequenza in concessione (93,000 MHz) sul nostro legittimo spazio in FM (92,900 Mhz).
E' l'inizio del nostro calvario. RAIN, trasmettendo dalla sommità del Monte Gennaro (RM) con elevata potenza per giunta diffusa da un imponente sistema radiante, risulta perfettamente ricevibile nell'intera area urbana di Roma. Di contro la nostra SPAZIO RADIO, sempre rimasta fedele ai propri 100 Watt (sufficienti per coprire l'intera città di Roma) irradiati da un dipolo al centro della Capitale, è praticamente ridotta al silenzio non potendo assolutamente competere con un "gigante" e per giunta sulla medesima frequenza di trasmissione.
Negli anni a seguire il Ministero delle Telecomunicazioni e gli organi periferici, allora chiamati Circostel, consentono a RAIN di modificare le condizioni di trasmissione (cambi di postazione, aumenti di potenza) i cui effetti aggravano la situazione interferenziale a nostro danno. Le proteste più volte inoltrate presso gli organi competenti cadono nel vuoto senza la possibilità di risolvere la problematica.
Un giorno, durante un controllo in stazione dei dipendenti ministeriali, ci viene contestato un aumento di potenza di 30 Watt con la conseguente notifica dell'ingiunzione a riportare la potenza stessa al valore censito. Il motivo del modestissimo incremento di potenza era legato esclusivamente alla necessità di compensare proprio i 30 Watt che si perdevano lungo il cavo d'antenna di 33 metri e a causa delle inserzioni lungo la linea di un wattmetro. Gli ispettori del ministero, forti con i deboli e deboli con i forti, non arretrano di un millimetro dalle loro pretese e ci costringono in pratica ad irradiare in antenna una potenza di 70 Watt anzichè di 100! Un atto pretestuoso che consente a RAIN di avere un segnale maggiormente protetto e a noi di Spazio Radio un segnale ancor più interferito!

10. Radio Vaticana e Radio Onda Rossa
Verso la fine degli anni '80 una delle emittenti da un "futuro radioso", Voglia di Radio, cessa le trasmissioni dopo che la società che la controlla dichiara fallimento. Automaticamente la frequenza fino ad allora utilizzata, 87,900 MHz, rientra nella disponibilità del ministero e quindi riassegnabile ad un'altra emittente, di solito per risolvere problemi interferenziali.
Facciamo una regolare richiesta agli organi competenti, ma ci viene negata l'autorizzazione allo spostamento con le solite pretestuose motivazioni a cui siamo abituati da anni.

11. Una frequenza libera: 90,700 MHz
Per tentare di risolvere la permanenza ormai "calcificata" dell'interferenza con RAIN proponiamo all'Ispettorato del Lazio di assegnarci provvisoriamente l'unica frequenza libera rimasta nell'FM romana: 90,700 MHz.
Come risposta alla nostra legittima richiesta l'organo ministeriale decide invece di assegnare in via definitiva la frequenza ad un'altra emittente.
Il 10 Aprile 2003 infatti, come da pianificazione realizzata dai "padroni dell'FM romana", appare Teleradiostereo 2 (una costola della più famosa Teleradiostereo), che pochi giorni dopo cambia marchio diventando un punto di ritrasmissione di una syndacation denominata Radio Margherita, mai presente su Roma.
Teleradiostereo 2, lo ricordiamo, cessò di trasmettere quando vendette la propria frequenza 94,500 MHz a Radio Subasio.
Si realizza quindi l'ipotesi meno verosimile, ma in Italia grazie a certi funzionari del Ministero è possibile trovare scappatoie per coloro che vantano capitali alle loro spalle e che hanno fatto dell'FM un colossale affare economico.
Un'altra volta Spazio Radio, espressione ambientalista e pacifista, venne quindi beffata (ma è più giusto dire espropriata, ingannata, truffata). L'assegnazione dei 90,700 MHz alla nostra emittente avrebbe potuto finalmente risolvere il grave problema interferenziale presente sin dal 1990.
Le nostre più che legittime richieste di poter iniziare a svolgere il nostro progetto editoriale a carattere ambientalista e pacifista vengono di nuovo ignorate, stavolta per mano del ministro Gasparri e dei suoi collaboratori. Spazio Radio, munita di regolare "concessione" dello Stato, sempre puntuale all'appuntamento con il pagamento di canoni e tasse e con gli obblighi previsti dalla legge, continua quindi a rimanere imbavagliata.
La ragione ufficiale dell'assegnazione "a sorpresa" dei 90,700 Mhz a Teleradiostereo 2 è direttamente collegata alla vicenda che vede protagonista Radio Onda Rossa nel 1987 quando fu espropriata della propria legittima e storica frequenza dei 93,300 MHz da parte di Radio Vaticana.
Per poter continuare a trasmettere ed essere ascoltata Radio Onda Rossa occupa quindi con determinazione gli 87,900 MHz, frequenza liberatasi dopo il fallimento di Voglia di Radio avvenuto alcuni anni prima.
La normativa vigente prevede, infatti, che nel caso in cui viene decretato il fallimento di una società detentrice di concessione radiofonica o televisiva, i canali di trasmissione fino a quel momento utilizzati tornano allo Stato il quale può riassegnarli ad altri soggetti per risolvere gravi problemi interferenziali.
Proprio in virtù della regola citata, Radio Onda Rossa alla fine di una complessa trattativa riesce ad ottenere l'assegnazione degli 87,900 MHz in sostituzione dei 93,300 MHz.
Nel 2001, però, qualcuno tenta di revocare l'assegnazione all'emittente della sinistra antagonista l'attuale ed unica frequenza di trasmissione per far spazio ad un soggetto (che dispone già di un potente canale su Roma chiamato Teleradiostereo) il quale riesce (non si sa come) a far revocare dal TAR l'istanza di fallimento della società proprietaria di Voglia di Radio (che nel frattempo aveva egli stesso acquisito).
La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio obbliga quindi il Ministero delle Comunicazioni a "trovare" una nuova frequenza al vittorioso ricorrente, vista l'impossibilità di far "traslocare" Radio Onda Rossa dagli attuali 87,900 MHz.
In questo caso l'intervento discutibile del TAR, che comunque non avrebbe potuto e dovuto essere interpretato come un obbligo per il Ministero delle Comunicazioni di rendere una frequenza a quel soggetto, consente la "nascita" di una nuova emittente, minando nel contempo un equilibrio nella banda FM, faticosamente raggiunto nel corso degli ultimi anni.
Di conseguenza si chiude l'unica strada praticabile per risolvere il nostro problema: il Ministero stava infatti assegnando i 90,700 MHz proprio a noi di Spazio Radio, dopo una lotta portata avanti dal 1990!!!
Ancora una volta viene leso il nostro diritto a trasmettere a vantaggio del gruppo Teleradiostereo che proprio alcuni anni prima cedette la sua seconda frequenza eccedente (i 94,500 MHz) alla rete multiregionale del centro Italia, Radio Subasio, ricavandone come è logico un alto profitto.
Il 10 Novembre 2004, dopo pochi mesi dall'attivazione dei 90,700 Mhz, al posto del Circuito Radio Margherita (marchio utilizzato fino a quel momento da Teleradiostereo 2), fa la sua comparsa una certa Radio Cuore Tricolore strettamente legata a Storace ed al suo partito, nata come strumento politico per appoggiare la candidatura dell'esponente fascista alla riconferma della presidenza della Regione Lazio.
"Stranamente" tutto ciò avviene sotto il ministero Gasparri. Costui consente persino ad un tal Lucio Garbo di potenziare ed estendere il segnale a gran parte del territorio nazionale la sua Serenissima TV, ora Canale Italia creando di fatto (ed illegalmente) una nuova rete nazionale. Lucio Garbo era stato il consigliere personale del ministro Gasparri! Coincidenze?
L'esperienza della radio di Storace fortunatamente terminò il 13/05/2005, a trombatura elettorale avvenuta, con la "restituzione" della frequenza al "legittimo" proprietario che ripristinò il marchio TRS2 in attesa di una prossima vendita del canale per intascare milioni di euro.

12. Intorno ai 93 MHz nel 1990

13. Un'altra frequenza svanita nel nulla: i 90,100 MHz
Il perdurare della situazione interferenziale, iniziata nel 1990, continua ad impedire alla nostra Radio di avviare il proprio progetto editoriale. Il diritto di espressione sancito dalla Costituzione per noi non ha afficacia e viene regolarmente calpestato, esclusivamente per favorire chi vuole una FM senza "sorprese" o novità, solo come strumento commerciale e/o di speculazione grazie alla compravendita di frequenze e concessioni del soliti mercanti (furfanti) in cerca di denaro e di potere.
Il Ministero delle Comunicazioni nel mese di Dicembre 2006, con nostro enorme stupore, accorda a Spazio Radio un periodo di sperimentazione sulla frequenza 90,100 MHz, liberata qualche mese prima dall'emissione di R101, risultata non legittima.
L'occupazione della frequenza da parte nostra viene però subito contestata da un'emittente concorrente che ricorre al TAR del Lazio contro la decisione del Ministero, il quale da' loro ragione.
Spazio Radio quindi abbandona i 90,100 MHz dopo appena una settimana di trasmissioni, ricollocandosi sull'originaria frequenza 92,900 MHz, sempre in coabitazione con RAIN-RSA.
Pochi giorni dopo il ripristino della nostra storica frequenza 92,900 MHz, sui 90,100 MHz si affaccia una seconda emissione di RAIN-Radio Spazio Aperto, non censita e illegittima, dalla postazione di Monte Compatri. Nel frattempo Radio Rock Italia, che utilizzava l'adiacente frequenza 89,900 MHz al posto della concessionaria Radio Espansione, inizia una sorta di "nomadismo" nell'etere, cambiando quotidianamente la propria frequenza di trasmissione tra gli 89,900 MHz e i 90,020 MHz.
I provvedimenti di censura da parte dell'Amministrazione del Ministero delle Comunicazioni giungono solamente dopo 2 mesi per RAIN-Radio Spazio Aperto e dopo "appena" 20 mesi nei confronti di Radio Rock Italia. La prima quindi disattiva i 90,100 MHz e la seconda si colloca in maniera stabile 89,900 MHz da Monte Porzio Catone.

14. Anno 2013
Passano gli anni, cambiano i nomi degli interferitori, ma Spazio Radio continua ad essere presente, inascoltata, in FM: Radio RAIN non esiste più e la frequenza 93,00 MHz è stata ceduta al Gruppo Roma Radio che la utilizza per la diffusione di Radio Roma Capitale. Il nuovo titolare di concessione, però, sta utilizzando sempre più spesso l'impianto di riserva situato a Monte Compatri, al posto di quello posto sul Monte Gennaro, il che determina un'interferenza ancora più evidente con il totale oscuramento delle aree di servizio che storicamente ci sono state riconosciute.

15. Anno 2018: la 107,650 MHz liberata!
Attorno al mese di luglio del 2016, Radio Jazz Channel (in precedenza Radio Telestudio, TS Radio, Radio Centofiori, Radio Cuore Tricolore, Radio Romantica, Radio Erre2) chiude improvvisamente le trasmissioni e la società Telestudio, titolare della concessione, rinuncia alla frequenza restituendola spontaneamente al Ministero.
Ci chiediamo se finalmente sia la volta buona per vederci assegnata una nuova frequenza, dopo le esperienze del passato.
Viene indetto dal Ministero un bando di gara che di fatto ci esclude per l'eternità per l'assegnazione sia della 107,650 MHz e sia per tutte le altre frequenze che in futuro dovessero rendersi disponibili. I criteri di attribuzione dei punteggi infatti sembrano fatti apposta per impedire a degli "scocciatori" come noi di poter risolvere i problemi interferenziali.
Dopo quasi due anni dalla liberazione di detta frequenza, la Commissione ministeriale assegna i 107,650 MHz a Radio L'Olgiata. Non ci sorprende affatto la nostra esclusione, lo avevevamo ampiamente previsto!
Ancora una volta, una frequenza libera alla quale avevamo diritto più di ogni altro soggetto è stata assegnata ad un'altra emittente! I precedenti: 87,900 Mhz (a Radio Onda Rossa), 90,700 MHz (a Tele Radio Stereo 2), 103,300 MHz (a Radio Popolare Roma ex Radio BBS che ha ottenuto persino l'allontanamento di 50 kHz di Rai Isoradio!), 90,100 MHz (a Radio Lattemiele ex Radio Espansione) e 107,650 MHz a Radio L'Olgiata.

16. Ennessima vessazione
Di tanto in tanto effettuaiamo dei controlli sulla ricezione del nostro, interferitissimo, segnale sia per verificare l'efficienza del nostro impanto trasmittente e sia per individuare eventuali ulteriori interferenze.
Il giorno 29 dicembre 2017 scopriamo una nuova emissione, mai attiva prima, di Radio Roma Capitale addirittura sulla nostra stessa frequenza dalla postazione di Monte Cavo a 900 metri di altitudine! Intere aree a sud di Roma (sin dalla zona di Cinecittà) e località dei Castelli Romani nelle quali il nostro segnale era perfettamente ricevibile grazie alla schermatura orografica di Monte Gennaro (1200 metri di altitudine) da dove trasmette il potentissimo trasmettitore di Radio Roma Capitale (oltre 10 mila watt!). L'impianto mai esistito in precedenza sembra sia stato installato nei termini della Legge112/04 art. 27 e successivamente autorizzato dal MISE. Non si è però tenuto minimamente conto che la nuova attivazione ha comportato l'aggravarsi della problematica interferenziale. Con quale coraggio il MISE ha consentito tutto ciò? A nulla finora sono valse le ostre ripetute proteste per questo ennesimo atto di prevaricazione messo in atto nello specifico da Radio Roma Capitale che ormai ha come unico scopo quello di indurci alla chiusura. Siamo esterrefatti!

17. Il giorno 1° agosto 2018, mancando i necessari interventi del MISE per ripristinare se non altro la situazione radioelettrica presente almeno fino allo scorso anno revocando quindi l'autorizzazione all'uso dell'impianto sui 92,900 MHz da Monte Cavo di Radio Roma Capitale, la direzione di Spazio Radio ha preso la grave decisione di sospendere temporaneamente le trasmissioni in FM non essendoci più neanche quel minimo di agibilità della propria frequenza. Una protesta che senz'altro avrà provocato ilarità nel settore radiofonico romano e presso il MISE, ma che noi rivendichiamo come un atto di denuncia contro le vessazioni subite dalla nostra emittente da ormai oltre vent'anni! Stiamo attendendo dalle Autorità ministeriali dei precisi segnali per consentirci di riattivare l'impianto senza dover considerare la sua riaccensione come un inutile spreco di energia elettrica. E siamo concessionari!!!!

18. (aspettiamo ancora novità)